![]() Mons. Giuseppe Costanzo, arcivescovo di Siracusa dal 1989 al 2008. (Pubblico dominio.) | |
| Arcivescovo metropolita di Siracusa | |
| Nato | 2 gennaio 1933, Carruba di Riposto (Catania) |
|---|---|
| Morto | 2 settembre 2025 (92 anni), Siracusa |
| Sepoltura | Duomo di Siracusa, Cappella del Crocifisso |
| Ministero | |
| Ordinato presbitero | 15 agosto 1955 |
| Ordinato vescovo | 4 aprile 1976, dal card. Salvatore Pappalardo |
| Motto | Enarrare mirabilia Dei |
| Incarichi | |
| Arcivescovo di Siracusa | 1989-2008 |
| Vescovo di Nola | 1982-1989 |
| Ausiliare di Acireale | 1976-1982 |
| Vicepresidente CEI | 1997-2002 |
| Successione | |
| Predecessore | Calogero Lauricella |
| Successore | Salvatore Pappalardo |
Giuseppe Costanzo (nato a Carruba di Riposto il 2 gennaio 1933 e morto a Siracusa il 2 settembre 2025) fu un arcivescovo cattolico italiano, arcivescovo metropolita di Siracusa dal 1989 al 2008 e ottantasettesimo vescovo della Chiesa siracusana. Biblista di formazione, già docente di esegesi e rettore del seminario di Acireale, fu prima vescovo ausiliare di Acireale e vescovo di Nola.
Il suo lungo episcopato siracusano è legato soprattutto al completamento e alla consacrazione del Santuario della Madonna delle Lacrime, dedicato da papa Giovanni Paolo II il 6 novembre 1994. Pastore di forte impronta biblica, istituì la «Scuola della Parola», proclamò una serie di anni giubilari diocesani e nel 2004 ottenne il ritorno temporaneo a Siracusa delle reliquie di Santa Lucia. Fu vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana e cittadino onorario di Siracusa.
Origini e formazione
Giuseppe Costanzo nacque il 2 gennaio 1933 a Carruba di Riposto, frazione costiera del comune di Riposto, in provincia di Catania, nel territorio della diocesi di Acireale. Della famiglia e dell’infanzia le fonti tacciono; il suo profilo si definisce presto in chiave di studio e formazione sacerdotale. Fu ordinato presbitero il 15 agosto 1955, nella solennità dell’Assunzione, per la diocesi di Acireale, alla quale restò incardinato.
Perfezionò gli studi biblici al Pontificio Istituto Biblico di Roma, che frequentò tra il 1957 e il 1960. Fu poi professore di esegesi e di lingue bibliche e rettore del Seminario vescovile di Acireale. Questa impronta di docente e formatore segnò tutto il suo successivo ministero episcopale, improntato all’amore per la Sacra Scrittura.
Vescovo: da Acireale a Nola

Il 21 febbraio 1976 papa Paolo VI lo nominò vescovo ausiliare di Acireale e vescovo titolare di Mazaca. Ricevette l’ordinazione episcopale il 4 aprile 1976 dal cardinale Salvatore Pappalardo, arcivescovo di Palermo, affiancato dal vescovo di Acireale Pasquale Bacile e dall’arcivescovo di Catania Domenico Picchinenna, suoi Ordinario e metropolita. Scelse come motto episcopale «Enarrare mirabilia Dei», narrare le meraviglie di Dio, che ne riassume la vocazione di annunciatore della Parola.
Dal 1979 al 1982 fu assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana, incarico che lo portò a Roma. Il 6 agosto 1982 Giovanni Paolo II lo nominò vescovo di Nola, centesimo nella serie dei presuli della città campana di san Paolino, dove rimase circa sette anni e dove pose, fra l’altro, la prima pietra della parrocchia del Sacro Cuore a Pontecitra di Marigliano. Dell’episcopato nolano restano il ricordo della vicinanza ai sacerdoti e alle comunità e l’affetto reciproco, che Costanzo avrebbe rievocato fino agli ultimi anni come «un’esperienza bellissima».
Arcivescovo di Siracusa

Il 7 dicembre 1989 Giovanni Paolo II lo promosse arcivescovo metropolita di Siracusa, ottantasettesimo nella serie dei vescovi della città; succedeva a Calogero Lauricella, morto in carica nel giugno di quell’anno. Fece il suo ingresso solenne in diocesi il 28 gennaio 1990 e avrebbe retto l’arcidiocesi per quasi vent’anni.
Il taglio del suo governo pastorale fu segnato dalla cultura e dall’amore per la Parola di Dio. La sua iniziativa più nota fu la «Scuola della Parola», appuntamento mensile di formazione biblica molto seguito, in particolare dai giovani. Proclamò una serie di anni giubilari diocesani: l’Anno Mariano del 2003 per il cinquantesimo della lacrimazione, l’Anno di Santa Lucia nel 2004, l’Anno Eucaristico e Vocazionale nel 2005, in coincidenza con il suo cinquantesimo di sacerdozio, e l’Anno Paolino nel 2006. I suoi discorsi e scritti su «Chiesa e Società» furono poi raccolti in volume. Nel 2007 istituì a Siracusa l’Istituto Superiore di Scienze Religiose. Come metropolita prese parte alla consacrazione di diversi vescovi, tra cui, nel 1998, lo stesso Salvatore Pappalardo destinato a succedergli a Siracusa.
Il Santuario della Madonna delle Lacrime

L’opera-simbolo del suo episcopato fu il completamento del grande Santuario della Madonna delle Lacrime, il tempio dalla caratteristica forma conica eretto in memoria della lacrimazione di un quadretto mariano avvenuta a Siracusa nel 1953. Iniziata nel 1966 su progetto degli architetti Michel Andrault e Pierre Parat, la costruzione fu portata a termine sotto Costanzo.
La visita pastorale di Giovanni Paolo II si svolse su due giorni: il 5 novembre 1994 il Papa rivolse un discorso alla cittadinanza in piazza Duomo, e il 6 novembre dedicò e consacrò il tempio superiore del Santuario. Nell’omelia salutò Costanzo «il quale, raccogliendo l’eredità dei suoi predecessori, con tanto impegno ha preparato questo giorno»; l’arcivescovo gli illustrò il Santuario e gli consegnò simbolicamente la chiave della chiesa, davanti a oltre cinquemila fedeli. Il 15 giugno 2002 il Santuario fu elevato a basilica minore, e nel 2003 il cinquantesimo della lacrimazione fu celebrato con il XIII Colloquio Internazionale di Mariologia, dal tema «Siracusa: il mistero di un pianto».
Santa Lucia e il ritorno delle reliquie
Devoto della patrona cittadina, nel 2004, in occasione dell’Anno di Santa Lucia per il millesettecentesimo anniversario del martirio, Costanzo ottenne dal patriarca di Venezia, il cardinale Angelo Scola, il ritorno temporaneo a Siracusa del corpo di Santa Lucia, che la città natale non accoglieva da quasi mille anni. Le reliquie giunsero dal mare il 15 dicembre, accolte nel Porto Grande, e rimasero in città per sette giorni. Fu un evento devozionale e cittadino di enorme richiamo, frutto di una paziente mediazione che coinvolse anche le autorità civili. Costanzo amava dire che a Siracusa vegliano «due donne che parlano con gli occhi»: Maria delle Lacrime e Lucia, la santa della luce.
Magistero e impegno sociale
Accanto alla predicazione biblica, Costanzo esercitò un magistero attento alla città e ai suoi problemi. Nel marzo 1991, alla vigilia di Tangentopoli, denunciò pubblicamente «una caduta di tensione morale e cristiana» nella politica, richiamando al servizio della comunità contro la ricerca del potere. Dopo il terremoto del 1990 nella Sicilia sud-orientale chiese che si costruissero «prima le case delle famiglie e poi le chiese». Documentata è la sua vicinanza ai lavoratori dell’area industriale e ai poveri, e l’attenzione alla dignità umana e alla famiglia.
Sul piano nazionale fu vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana dal 1997 al 2002, per l’Italia meridionale, e vicepresidente della Conferenza Episcopale Siciliana; nel 1995 fu vicepresidente del Convegno ecclesiale nazionale di Palermo. Tra i suoi scritti si ricordano Un Vescovo tra la sua gente (2006), Dialoghi con la Città (2008), Sentieri educativi (2016), Quando il dolore bussa alla porta (2018) e la lettera pastorale Benedetti, benediciamo (2007-2008). Il 1° settembre 2005 il sindaco Giambattista «Titti» Bufardeci gli conferì la cittadinanza onoraria di Siracusa, in occasione del suo cinquantesimo di sacerdozio.
Emeritato e morte
Raggiunti i limiti d’età, il 12 settembre 2008 papa Benedetto XVI accettò le sue dimissioni dal governo pastorale; gli succedette Salvatore Pappalardo, insediatosi l’8 novembre (da non confondere con il cardinale omonimo, arcivescovo di Palermo, che lo aveva consacrato vescovo nel 1976). Da arcivescovo emerito Costanzo continuò a vivere a Siracusa, presenza stimata come maestro della fede; resta legata al suo nome l’associazione giovanile di adorazione «Con Gesù nella notte».
Il 15 agosto 2025 celebrò il settantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale. Pochi giorni dopo, in seguito a una rovinosa caduta, fu ricoverato all’ospedale Umberto I, dove morì il 2 settembre 2025, a 92 anni. I funerali si tennero il 4 settembre nella Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime, l’opera del suo episcopato, presieduti dall’arcivescovo Francesco Lomanto davanti a migliaia di fedeli e a delegazioni da Acireale e da Nola. Fu poi tumulato nel Duomo di Siracusa, nella Cappella del Crocifisso, sotto l’antico crocifisso bizantino. Il successore Lomanto, alle esequie, ne riassunse il ministero in tre direttrici: la Parola di Dio, la preghiera e l’attenzione agli ultimi; la Chiesa di Sicilia lo ricordò come «un pastore colto, instancabile e generoso». Nell’aprile 2026, nel cinquantesimo della sua ordinazione episcopale, il Seminario di Acireale lo ha commemorato scoprendo un suo ritratto.
Voci collegate
- Elenco dei Vescovi di Siracusa
- Santuario della Madonna delle Lacrime, il tempio che completò e fece consacrare
- Calogero Lauricella, il predecessore
- Salvatore Pappalardo, il successore
- Francesco Lomanto, l’arcivescovo che ne celebrò le esequie
- Corpo di Santa Lucia, di cui ottenne il ritorno nel 2004
Fonti e bibliografia
- Arcidiocesi di Siracusa, L’Arcivescovo emerito Giuseppe Costanzo (biografia ufficiale) e necrologio del 2 settembre 2025
- Giovanni Paolo II, Omelia per la dedicazione del Santuario della Madonna delle Lacrime, 6 novembre 1994 (Vatican.va)
- Conferenza Episcopale Italiana, Annuario dei vescovi, scheda n. 159
- G. Costanzo, Un Vescovo tra la sua gente (2006); Dialoghi con la Città (2008); Sentieri educativi (2016)
- Avvenire, Chiese di Sicilia e Cammino (settimanale diocesano), articoli del settembre 2025 su morte, esequie e tumulazione
- Wikidata: Q735144 · Wikipedia: Giuseppe Costanzo (IT), Giuseppe Costanzo (EN) · Catholic-Hierarchy
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò l’8 giugno 2026.
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