Salvatore Pappalardo

Aggiornato in data 3 Giugno 2026 da
PersonaggioSalvatore Pappalardo
Mons. Salvatore Pappalardo, arcivescovo metropolita di Siracusa, in abito vescovile

Mons. Salvatore Pappalardo nel 2020. Foto (particolare): Gidilorenzo, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.
NascitaNicolosi (Catania), 18 marzo 1945
Ordinazione presbiterale30 giugno 1968, per l’arcidiocesi di Catania
Ordinazione episcopale5 marzo 1998, dall’arcivescovo Luigi Bommarito
CattedraArcivescovo metropolita di Siracusa (8 novembre 2008 – 24 luglio 2020)
MottoServus per Iesum
PredecessoreGiuseppe Costanzo (arcivescovo 1989-2008)
SuccessoreFrancesco Lomanto

Salvatore Pappalardo (Nicolosi, 18 marzo 1945) è un arcivescovo cattolico italiano, arcivescovo metropolita di Siracusa dall’8 novembre 2008 al 24 luglio 2020. Sacerdote dell’arcidiocesi di Catania, dottore in diritto canonico e a lungo vicario generale della Chiesa catanese, fu vescovo di Nicosia dal 1998 al 2008 prima del trasferimento alla sede metropolitana aretusea. Dal 2020 è arcivescovo emerito di Siracusa.

Il suo episcopato siracusano, durato dodici anni, fu segnato dalla cura del culto di Santa Lucia, patrona della città, e della devozione alla Madonna delle Lacrime, di cui fu custode del Reliquiario. Tra gli eventi più rilevanti dei suoi anni a Siracusa figurano il secondo ritorno del corpo di Santa Lucia da Venezia nel dicembre 2014, una lunga visita pastorale a tutte le parrocchie, il Giubileo della Misericordia del 2015-2016 e una marcata attenzione ai temi dell’accoglienza dei migranti e del lavoro. Adottò come motto episcopale Servus per Iesum («servo attraverso Gesù»). Va distinto dall’omonimo cardinale Salvatore Pappalardo (1918-2006), arcivescovo di Palermo.

Origini e formazione

Salvatore Pappalardo nacque a Nicolosi, alle pendici dell’Etna, nell’arcidiocesi di Catania, il 18 marzo 1945. Il legame con il paese natale restò una cifra della sua identità, tanto che pose la cima innevata dell’Etna alla base del proprio stemma episcopale. Compì gli studi nel seminario arcivescovile di Catania e fu ordinato sacerdote il 30 giugno 1968 per l’arcidiocesi catanese.

Proseguì la formazione a Roma, presso la Pontificia Università Lateranense, dove conseguì la licenza in teologia e il dottorato in diritto canonico. La competenza canonistica orientò gran parte del suo successivo servizio di governo nella curia di Catania.

Ministero sacerdotale a Catania (1968-1998)

Dopo l’ordinazione Pappalardo fu cooperatore parrocchiale nella parrocchia cittadina di San Luigi a Catania e insegnò religione nelle scuole statali. Ricoprì quindi gli incarichi di direttore dell’Ufficio catechistico diocesano e di vicerettore del seminario arcivescovile. Fu parroco a Viagrande, nella chiesa madre di Santa Maria dell’Odigitria (1974-1976), e poi nella chiesa madre dello Spirito Santo del suo paese natale, Nicolosi (1976-1989).

Chiamato in curia come cancelliere arcivescovile, fu poi vicario generale dell’arcidiocesi di Catania dal 1989 al 1998, primo collaboratore dell’arcivescovo Luigi Bommarito nel governo della diocesi per circa un decennio.

Vescovo di Nicosia (1998-2008)

Il 5 febbraio 1998 papa Giovanni Paolo II lo nominò vescovo di Nicosia, in provincia di Enna: fu la sua prima e unica sede prima di Siracusa, con giurisdizione ordinaria e non come ausiliare. Ricevette l’ordinazione episcopale il 5 marzo 1998 nella cattedrale di Catania, consacrante l’arcivescovo Luigi Bommarito e co-consacranti l’arcivescovo di Siracusa Giuseppe Costanzo, al quale sarebbe poi succeduto, e l’arcivescovo Alfio Rapisarda, nunzio apostolico. Prese possesso della diocesi di Nicosia il 25 marzo 1998, guidandola per un decennio. Per il proprio episcopato scelse il motto Servus per Iesum.

Arcivescovo di Siracusa (2008-2020)

Il 12 settembre 2008 papa Benedetto XVI lo nominò arcivescovo metropolita di Siracusa, accettando contestualmente la rinuncia per raggiunti limiti di età del predecessore Giuseppe Costanzo. Pappalardo fece il suo ingresso solenne in diocesi l’8 novembre 2008, data assunta come inizio del ministero pastorale: durante la celebrazione Costanzo gli trasmise il pastorale e il Reliquiario della Madonna delle Lacrime. Il 29 giugno 2009, solennità dei Santi Pietro e Paolo, Benedetto XVI gli impose personalmente il pallio, insegna dei metropoliti, nella Basilica di San Pietro in Vaticano.

Guidò la Chiesa siracusana per dodici anni, fino al luglio 2020. Quale arcivescovo metropolita presiedette la provincia ecclesiastica di Siracusa, che comprende le diocesi suffraganee di Noto e Ragusa.

Stemma e motto

Stemma episcopale di Salvatore Pappalardo, arcivescovo di Siracusa
Lo stemma episcopale di Salvatore Pappalardo. Immagine: SajoR, Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.5.

Il motto episcopale di Pappalardo è Servus per Iesum («servo attraverso Gesù»), ispirato al Vangelo di Marco (10,45). Lo stemma è diviso in tre parti: a sinistra, su campo verde, la croce di Cristo; a destra, su campo rosso, una stella a cinque punte, legata al santuario della Madonna delle Lacrime, e il pane spezzato; nella parte inferiore, di forma triangolare, il vulcano Etna con la cima innevata, in riferimento alla città natale di Nicolosi. Sopra lo scudo figura il pallio, insegna propria degli arcivescovi metropoliti.

La Madonna delle Lacrime

Per tutto l’episcopato Pappalardo fu custode del Reliquiario della Madonna delle Lacrime, opera dello scultore siracusano Biagio Poidimani che racchiude le lacrime versate dall’effigie nel 1953, conservato nella cripta della Basilica Santuario. Su sua autorizzazione il Reliquiario raggiunse varie comunità in Italia e all’estero: nel settembre 2017 lo portò personalmente a Lourdes per il pellegrinaggio nazionale dell’UNITALSI, con cerimonie trasmesse in diretta da TV2000, e nel maggio 2018 fu portato a Roma, dove papa Francesco lo tenne sull’altare durante la messa a Casa Santa Marta il 25 maggio.

Nel 2013 Pappalardo guidò il sessantesimo anniversario della lacrimazione, le cui celebrazioni furono chiuse il 1º settembre dal cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato. Per il sessantacinquesimo anniversario, nel 2018, la messa di chiusura fu presieduta dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, e Pappalardo affidò l’arcidiocesi al Cuore Immacolato di Maria. L’anno seguente, il 29 agosto 2019, in occasione del sessantaseiesimo anniversario, la Basilica fu elevata a Santuario regionale con decreto del presidente della Conferenza Episcopale Siciliana Salvatore Gristina, riconoscimento richiesto da Pappalardo insieme al rettore don Aurelio Russo; le celebrazioni furono chiuse da monsignor Rino Fisichella. Il 6 novembre 2019 presiedette la messa per il venticinquesimo anniversario della dedicazione del Santuario da parte di Giovanni Paolo II (1994).

Il culto di Santa Lucia

Pappalardo presiedette le grandi celebrazioni in onore di Santa Lucia, patrona di Siracusa: la festa del 13 dicembre e la festa del Patrocinio di maggio, con il tradizionale discorso dal balcone del palazzo arcivescovile prima della processione del simulacro verso la Basilica di Santa Lucia al Sepolcro.

L’evento più rilevante fu il secondo ritorno del corpo di Santa Lucia da Venezia, nel dicembre 2014, promosso direttamente da Pappalardo a dieci anni dal primo rientro del 2004. Le spoglie giunsero a Siracusa il 14 dicembre e furono accolte nella Basilica della Madonna delle Lacrime con una celebrazione del patriarca di Venezia Francesco Moraglia, che le accompagnò di persona; rimasero in città fino al 22 dicembre, quando Pappalardo presiedette la messa conclusiva. L’arcivescovo definì la presenza delle reliquie un segno per cui Santa Lucia era «messaggera e testimone di comunione fra la Chiesa che è in Venezia e la Chiesa che è a Siracusa». L’accordo con il Patriarcato prevede rientri a cadenza decennale (2004, 2014, 2024).

Il 13 dicembre 2018 elevò la Basilica di Santa Lucia al Sepolcro a santuario diocesano, in occasione dei quattrocento anni di custodia francescana del luogo del martirio. Riformò anche lo statuto della Deputazione della Cappella di Santa Lucia, rendendone i membri di nomina episcopale.

Magistero e visita pastorale

L’8 novembre 2011 Pappalardo aprì una lunga visita pastorale all’intera arcidiocesi, che toccò tutte le settantasei parrocchie nei quattro vicariati e si concluse nel 2016; la prima tappa lo portò in Australia, per incontrare gli emigrati siracusani, e al rientro, il 24 novembre 2011, riprese dalle parrocchie del territorio. Nella Messa crismale del 28 marzo 2013, poche settimane dopo l’elezione di papa Francesco, propose alla diocesi il tema «Chiesa povera e per i poveri».

Tra i suoi scritti pastorali si ricordano la lettera «Grazia, Misericordia e pace» (25 settembre 2015), consegnata per l’Anno Santo della Misericordia, e «Partecipi della grazia che mi è stata concessa» (30 settembre 2016), frutto della visita pastorale appena conclusa. Il 13 dicembre 2015, nella festa di Santa Lucia, aprì la Porta Santa della Cattedrale dando inizio in diocesi al Giubileo straordinario della Misericordia, con tre chiese giubilari designate. Il 5 ottobre 2018 presiedette un’assemblea pastorale diocesana sul tema «La famiglia non è un optional», nel solco dell’esortazione Amoris laetitia.

Governo della diocesi e clero

Nei primi mesi del suo episcopato Pappalardo confermò la curia ereditata dal predecessore e il 23 marzo 2009 nominò proprio vicario generale e moderatore di curia mons. Maurizio Aliotta; nel settembre 2014 gli succedette mons. Sebastiano Amenta, che sarebbe rimasto in carica anche sotto il successore Lomanto. Il 14 settembre 2014 costituì il Consiglio presbiterale diocesano e nel 2015 affidò il seminario arcivescovile al rettore mons. Salvatore Garro.

Diede forte impulso al diaconato permanente: i diaconi dell’arcidiocesi passarono da tredici (2010) a trentasette (2017), per assestarsi su trentasei nel 2020, e la diocesi pubblicò nel 2019 un itinerario formativo dedicato. In un’intervista del 2016 alla rivista L’Amico del Clero Pappalardo indicò il diacono come «icona del Servo». Il 30 giugno 2018, giorno del suo cinquantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale, ordinò sacerdoti quattro diaconi al Santuario della Madonna delle Lacrime, con la concelebrazione dell’arcivescovo emerito Giuseppe Costanzo e dell’arcivescovo di Messina Giovanni Accolla. Il 18 novembre 2019 emanò un decreto che stabiliva di amministrare la Confermazione e l’Eucaristia ai giovani in un’unica celebrazione, riformando l’iniziazione cristiana in tutta l’arcidiocesi.

Impegno sociale, lavoro e Caritas

Il 25 gennaio 2011 Pappalardo istituì la Commissione diocesana per la pastorale sociale e del lavoro, la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato. Sostenne la Caritas diocesana, che durante il suo episcopato avviò opere come la Casa «Sara e Abramo» per i senzatetto (2011) e, nel dicembre 2019, l’Emporio della Solidarietà, la prima struttura in Sicilia gestita direttamente dai beneficiari. Nel marzo 2014 promosse, con la Caritas, la Fondazione di Comunità «Val di Noto», presentata il 17 marzo con il vescovo di Noto Antonio Staglianò e Caritas Italiana come quarta fondazione di comunità del Sud Italia, e nel marzo 2015 una «Via Crucis del lavoratore» con sindacati e associazioni datoriali.

Affrontò più volte i temi della disoccupazione e della crisi del polo petrolchimico di Augusta-Priolo-Melilli. Nel febbraio 2019 accolse in curia i dipendenti di Siracusa Risorse, privi di stipendio da mesi. Il 14 marzo 2016 inviò all’arciprete di Augusta don Palmiro Prisutto, noto per le denunce contro le morti per cancro nel polo industriale, un preavviso di cinque giorni per dimettersi, con motivazione ufficiale legata alla cura delle confraternite; il provvedimento fu revocato il 16 marzo dopo una manifestazione di oltre mille persone. Durante la prima fase della pandemia di Covid-19, l’8 marzo 2020 sospese con decreto processioni, catechesi e attività pastorali, garantendo Caritas e assistenza spirituale; nei soli mesi di marzo-maggio 2020 i beneficiari della Caritas diocesana passarono da circa duemilacinquecento a oltre quattordicimila persone, con la distribuzione di quasi centomila chilogrammi di derrate. In quei giorni Pappalardo dichiarò che le privazioni erano «motivo di sofferenza spirituale, ma no allo scoramento».

Migranti e accoglienza

L’accoglienza dei migranti fu uno dei tratti più riconoscibili del suo magistero, in una diocesi il cui porto di Augusta divenne in quegli anni uno dei principali approdi degli sbarchi in Italia. Nel gennaio 2015 incoraggiò le Suore Missionarie di San Carlo Borromeo (Scalabriniane) a insediarsi a Siracusa con una comunità dedicata all’accoglienza dei profughi, in risposta all’appello di papa Francesco ad aprire i conventi ai rifugiati; nell’aprile 2015 promosse una veglia di preghiera al Santuario della Madonna delle Lacrime per le vittime dei naufragi, affermando che le tragedie in mare impongono «il dovere delle lacrime e della preghiera». Nel 2017 istituì Villa Mater Dei, centro di prima accoglienza per famiglie immigrate e donne vittime di tratta, su richiesta del Prefetto.

Nel gennaio 2019, durante la vicenda della nave Sea Watch rimasta al largo di Siracusa con quarantasette migranti a bordo, dichiarò la disponibilità della diocesi ad accoglierli, restando in contatto con la Capitaneria e la Prefettura, e affermò che «nel forestiero c’è il volto di Cristo». Il 30 gennaio presiedette una veglia in una Cattedrale gremita sul tema «Ero forestiero e mi avete ospitato», durante la quale alcuni studenti dell’Istituto nazionale del dramma antico lessero i nomi delle vittime del Mediterraneo, e concluse che «la solidarietà dimostrata in questa occasione deve essere per tutti uno stile quotidiano».

Cultura e beni culturali

Durante il suo episcopato il Seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio fu trasferito nel 2009 dalla Basilica al Sepolcro alla chiesa di Santa Lucia alla Badia per ragioni di tutela. Furono restaurate e riaperte al culto diverse chiese cittadine, tra cui San Filippo Apostolo (2010), e fu allestita nel 2014 la mostra «Arma Christi» con il tesoro della Cattedrale nella Cappella Sveva del palazzo arcivescovile. La Biblioteca Arcivescovile Alagoniana, che custodisce oltre settantamila volumi e settanta incunaboli, riaprì dopo lavori di manutenzione nel luglio 2020.

Giovani, scuola e cultura

Pappalardo fu Moderatore dell’Istituto superiore di scienze religiose «San Metodio» e il 19 marzo 2009 ne firmò, con il preside della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia Antonino Raspanti, la convenzione che collegava l’istituto, già eretto canonicamente nel 2007, alla Facoltà, abilitandolo al rilascio dei gradi accademici. Presiedette negli anni le inaugurazioni degli anni accademici, tra cui quella del 2015-2016 con la prolusione di Gherardo Colombo su «Giustizia e perdono». Nell’ottobre 2013 Siracusa ospitò la Giornata regionale dei giovani di Sicilia presso il Santuario della Madonna delle Lacrime. La diocesi aderì al Progetto Policoro della Conferenza Episcopale Italiana per l’inserimento lavorativo dei giovani.

Ecumenismo e dialogo

Pappalardo mantenne attivo l’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. Nel maggio 2009 Siracusa ospitò il IV Convegno ecumenico nazionale, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana insieme alla Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta e alla Federazione delle Chiese Evangeliche. Dal 2010 l’arcidiocesi concesse ospitalità alla parrocchia ortodossa romena dei Santi Paolo e Lucia in alcuni immobili diocesani, tra cui la chiesa di San Benedetto a Siracusa e altri luoghi a Floridia, Palazzolo Acreide e Augusta, e ogni anno la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani si concluse con celebrazioni ecumeniche.

Rapporti con le istituzioni civili

Pappalardo intervenne più volte sui temi della città, dal lavoro alla legalità, richiamando una politica intesa come «servizio e sacrificio verso la comunità» e non come «scelta dettata da interessi personali». Nel gennaio 2012 visitò la casa di reclusione di Brucoli, ad Augusta, nell’ambito della visita pastorale, dichiarando ai detenuti: «Non avrei potuto celebrare il Natale senza incontrare tutti i miei fratelli e quindi anche voi». Nel maggio 2018, al ritorno dalla visita ai vescovi siciliani, parlò pubblicamente della mentalità mafiosa come di un problema che «esiste ed è diffuso». Durante il lockdown del 2020 si recò con il sindaco Francesco Italia al cimitero per un atto di affidamento della città alla Madonna delle Lacrime. Il 17 dicembre 2020, già emerito, ricevette la cittadinanza onoraria di Siracusa, conferitagli dal sindaco Italia a Palazzo Vermexio.

Visite di cardinali e incarichi regionali

Durante l’episcopato di Pappalardo Siracusa accolse numerosi porporati per le celebrazioni mariane e lucerine, tra cui i cardinali Tarcisio Bertone (2013), Lorenzo Baldisseri (2015) e Pietro Parolin (2018), oltre a monsignor Rino Fisichella (2019). Il 20 maggio 2013 prese parte alla visita ad limina dei vescovi siciliani, ricevuti da papa Francesco, ai quali la delegazione donò una croce ricavata dal legno dei barconi dei migranti.

Sul piano regionale Pappalardo fu delegato della Conferenza Episcopale Siciliana per la liturgia e per la Consulta regionale delle aggregazioni laicali; dal settembre 2010 al settembre 2019 fu membro della Commissione episcopale per la liturgia della Conferenza Episcopale Italiana.

Emeritato

Il 24 luglio 2020, al compimento dei settantacinque anni, papa Francesco accettò la rinuncia di Pappalardo al governo pastorale dell’arcidiocesi e nominò suo successore Francesco Lomanto. Nell’annuncio alla diocesi Pappalardo commentò che «San Pietro oggi si chiama Papa Francesco». Restò amministratore apostolico della sede fino all’ingresso del successore: in tale veste, nell’agosto 2020, presiedette il sessantasettesimo anniversario della lacrimazione con due messe dedicate alle forze dell’ordine e agli operatori sanitari impegnati nella pandemia. Il 24 ottobre 2020 fu co-consacrante nell’ordinazione episcopale di Lomanto al Santuario della Madonna delle Lacrime, dove ordinante principale fu il vescovo di Caltanissetta Mario Russotto.

Da arcivescovo emerito ha continuato a presiedere celebrazioni in diocesi, tra cui il Pontificale del Patrocinio di Santa Lucia nel 2021 e nel 2025.

Consacrazione e successione apostolica

Pappalardo ricevette l’ordinazione episcopale dall’arcivescovo di Catania Luigi Bommarito, con co-consacranti Giuseppe Costanzo e Alfio Rapisarda. Come arcivescovo di Siracusa fu a sua volta consacrante principale di mons. Giovanni Accolla, arcivescovo di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, ordinato il 7 dicembre 2016 al Santuario della Madonna delle Lacrime, con co-consacranti l’arcivescovo di Catania Salvatore Gristina e l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice.

Cronologia

  • 18 marzo 1945: nascita a Nicolosi (Catania)
  • 30 giugno 1968: ordinazione sacerdotale per l’arcidiocesi di Catania
  • 1976-1989: parroco a Nicolosi
  • 1989-1998: vicario generale dell’arcidiocesi di Catania
  • 5 febbraio 1998: nomina a vescovo di Nicosia da papa Giovanni Paolo II
  • 5 marzo 1998: ordinazione episcopale nella cattedrale di Catania
  • 12 settembre 2008: nomina ad arcivescovo metropolita di Siracusa da papa Benedetto XVI
  • 8 novembre 2008: ingresso solenne nell’arcidiocesi di Siracusa
  • 29 giugno 2009: imposizione del pallio da Benedetto XVI in Vaticano
  • 2011-2016: visita pastorale all’arcidiocesi
  • dicembre 2014: secondo ritorno del corpo di Santa Lucia da Venezia
  • 13 dicembre 2015: apertura del Giubileo della Misericordia in diocesi
  • 7 dicembre 2016: consacrazione episcopale di Giovanni Accolla
  • 30 giugno 2018: cinquantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale
  • 29 agosto 2019: elevazione della Basilica delle Lacrime a Santuario regionale
  • 24 luglio 2020: accettazione della rinuncia e nomina del successore Lomanto
  • 17 dicembre 2020: cittadinanza onoraria di Siracusa

Identificatori

Salvatore Pappalardo è registrato nei repertori di autorità: Wikidata Q1480750, VIAF 107206440, GND 14051760X.

Nota di disambiguazione

Salvatore Pappalardo, arcivescovo di Siracusa nato a Nicolosi nel 1945, non va confuso con l’omonimo cardinale Salvatore Pappalardo (1918-2006), nativo di Villafranca Sicula e arcivescovo di Palermo dal 1970 al 1996. Si tratta di due ecclesiastici distinti.

Fonti

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