Casa del Pianto

La casa della lacrimazione del 1953, oggi oratorio della Madonna delle Lacrime.
Aggiornato in data 2 Giugno 2026 da Alessandro Calabrò
Questa voce riguarda la casa di via degli Orti di San Giorgio dove avvenne la lacrimazione del 1953, oggi oratorio detto «Casa del Pianto». Per il grande tempio conico che custodisce il quadretto originale si veda Santuario della Madonna delle Lacrime.
ChiesaCasa del Pianto
Facciata in intonaco ocra della Casa del Pianto a Siracusa, con tre portoni in legno marrone, la targa stradale di via degli Orti di San Giorgio, i civici 9 e 11, la lapide marmorea e il bassorilievo della Madonna

La facciata dell’oratorio in via degli Orti di San Giorgio, con la lapide del 1954 e il bassorilievo del Cuore Immacolato di Maria. Stato dei luoghi nel 2025.
Dati identificativi
Altre denominazioniCasa del Pianto; Casa della Lacrimazione; Oratorio di via degli Orti
TipologiaCasa di abitazione, oggi oratorio e meta di pellegrinaggio
IndirizzoVia degli Orti di San Giorgio 11, Siracusa
QuartiereSanta Lucia (Borgata)
Coordinate37,0696° N, 15,2886° E
L’evento
Lacrimazione29 agosto – 1º settembre 1953
AbitantiAngelo Iannuso e Antonina Lucia Giusto
ImmagineQuadretto del Cuore Immacolato di Maria (gesso)
Luogo di culto
Oratorio dal29 agosto 1954
Chiesa pubblica8 dicembre 1954 (decreto arcivescovile, titolo di «Santuario»)
Restauro2008
GestioneArcidiocesi di Siracusa – Santuario Madonna delle Lacrime
Festa29 agosto – 1º settembre (memoria liturgica siciliana: 1º settembre)

La Casa del Pianto, o Casa della Lacrimazione, è l’abitazione di via degli Orti di San Giorgio 11, a Siracusa, nella quale tra il 29 agosto e il 1º settembre 1953 un quadretto in gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria versò un liquido riconosciuto dalle analisi come simile alle lacrime umane. L’episodio, noto come lacrimazione di Siracusa, fu dichiarato autentico dai vescovi di Sicilia nel dicembre 1953 e diede origine al culto della Madonna delle Lacrime. La casa, modesta dimora di una giovane coppia di operai, fu acquistata dalla Chiesa nel 1954 e trasformata in oratorio; oggi conserva la camera nuziale ricostruita con un altare nel punto in cui era appeso il quadretto, e costituisce, insieme al vicino Santuario della Madonna delle Lacrime, una delle due mete del pellegrinaggio mariano siracusano. Si trova nel quartiere di Santa Lucia, la cosiddetta Borgata, a un centinaio di metri da piazza Euripide.

La lacrimazione del 1953

Bassorilievo policromo della Madonna con manto azzurro e Cuore Immacolato sul petto, montato su uno scudo blu navy accanto al portone in legno marrone
Accanto al portone, un bassorilievo del Cuore Immacolato di Maria riproduce l’iconografia del quadretto che lacrimò: manto azzurro, mani giunte sul petto, il Cuore mostrato sul davanti.

I coniugi Iannuso e il quadretto

Angelo Iannuso, ventisettenne bracciante agricolo, e Antonina Lucia Giusto, ventenne, detta Antonietta, si erano sposati il 21 marzo 1953 nella chiesa del Pantheon di Siracusa. La coppia abitava in affitto in pochi vani di via degli Orti di San Giorgio 11, nel quartiere popolare della Borgata, insieme ai cognati Giuseppe e Grazia Iannuso. Al momento dei fatti Antonina era al quinto mese della prima gravidanza e soffriva di tossicosi gravidica, con crisi convulsive e perdite temporanee della vista.

Sopra la testiera del letto matrimoniale pendeva un quadretto ricevuto in dono di nozze: un mezzo busto in gesso smaltato e dipinto a colori, fissato con viti a una lastra di vetro opalino nero, raffigurante il Cuore Immacolato di Maria. L’immagine, alta circa 28 centimetri su una base di 23, era stata acquistata per 2.500 lire dalla cognata Grazia presso l’emporio Floresta. Si trattava di un manufatto di produzione in serie, modellato dall’artista Amilcare Santini nello stabilimento ILPA (Industrie Lucchesi Plastiche Artistiche) di Bagni di Lucca; il naso, scheggiatosi durante il trasporto, era stato ritoccato a Siracusa da Francesco Calcinella.

I quattro giorni del pianto

Nella notte fra il 28 e il 29 agosto Antonina ebbe una crisi con cecità totale; la mattina di sabato 29 agosto 1953, verso le 8:30, riacquistata la vista, vide scendere lacrime dal volto del quadretto. La cognata Grazia e la zia Antonina Sgarlata, presenti in casa, constatarono il fenomeno. La notizia si diffuse nel quartiere e la casa fu circondata da una folla crescente. Il commissario di polizia Niccolò Samperisi, per disperdere la calca, portò il quadretto in questura, dove la lacrimazione proseguì; l’immagine fu riportata in casa nella stessa notte.

Nei giorni seguenti il quadretto fu spostato più volte per consentire l’afflusso dei fedeli: appeso a un muretto e sopra la porta il 30 agosto, collocato su un altarino presso la casa della famiglia Lucca, di fronte, il 31 agosto. I devoti raccoglievano le lacrime con batuffoli di cotone idrofilo. Il fenomeno cessò martedì 1º settembre, poco dopo le 11, durante il sopralluogo della commissione incaricata di prelevare il liquido. Sulla base delle testimonianze giurate la lacrimazione si sarebbe ripetuta almeno 58 volte nell’arco dei quattro giorni.

Il filmato di Nicola Guarino

Domenica 30 agosto il cineamatore siracusano Nicola Guarino riprese il fenomeno davanti alla casa con una cinepresa amatoriale a passo ridotto (pellicola da 9,5 mm), in circa trecento fotogrammi. È l’unica lacrimazione mariana riconosciuta di cui esista una ripresa cinematografica. La pellicola originale, insieme ad altri filmati amatoriali conservati dalla Curia siracusana, è stata restaurata e digitalizzata nel 2025 dalla Cineteca dello Stretto e proiettata pubblicamente il 24 marzo 2025. Le immagini dell’evento furono inoltre documentate dal fotografo Angelo Maltese, detto «l’Alinari di Siracusa», le cui foto comparvero su alcune riviste già nel 1953.

L’indagine: scienza e Chiesa

L’analisi del liquido

Il 1º settembre 1953 il parroco don Giuseppe Bruno, con il permesso della Curia, condusse in casa Iannuso una commissione di medici e analisti dell’Ufficio provinciale d’igiene, presieduta dal dottor Michele Cassola e composta dai dottori Francesco Cotzia, Leopoldo La Rosa e Mario Marletta. Asciugata interamente l’effigie con cotone, gli esperti attesero una nuova lacrimazione e raccolsero con una pipetta sterilizzata circa un centimetro cubo di liquido, pari a una trentina di gocce. Per la scarsa quantità si procedette con micro-reazioni su vetrino, confrontando il campione con il secreto lacrimale di un adulto e di un bambino di due anni e sette mesi.

La relazione, datata 9 settembre 1953, riscontrò una soluzione acquosa di cloruro di sodio con tracce di proteine e di sostanze escretorie, valore di pH intorno a 6,9, in assenza di solfati, carbonati e ferro, e concluse: «l’aspetto, l’alcalinità e la composizione inducono a far ritenere il liquido esaminato di analoga composizione del secreto lacrimale umano». L’esame del manufatto con lenti d’ingrandimento non rilevò pori o irregolarità dello smalto agli angoli interni degli occhi, mentre il gesso grezzo del retro risultò asciutto: elementi su cui i sostenitori del prodigio fondano l’esclusione di una essudazione naturale dal gesso. Lo stesso Cassola, all’epoca non credente, secondo le fonti del Santuario si sarebbe avvicinato alla fede vent’anni dopo, nel 1973.

Il processo canonico e il riconoscimento dei vescovi

Grande lapide in marmo bianco murata sulla facciata ocra, con lunga iscrizione latina a lettere capitali e, a destra, il bassorilievo della Madonna accanto al portone
La lapide marmorea murata sulla facciata nel primo anniversario (29 agosto 1954). L’iscrizione latina, firmata I. Immordini, ricorda che «per quattro giorni» la Vergine Madre di Dio «aprì copiosissima i flutti del suo piissimo Cuore».

L’arcivescovo di Siracusa Ettore Baranzini, tenuta inizialmente una linea di prudenza, istituì un tribunale ecclesiastico interdiocesano, operativo dal 25 settembre 1953, che nelle sue 51 sessioni ascoltò 189 testimoni e raccolse un volume di 505 pagine di deposizioni. Riunito a Bagheria sotto la presidenza del cardinale Ernesto Ruffini, arcivescovo di Palermo, l’episcopato siciliano si pronunciò il 12 dicembre 1953 (alcune fonti indicano il 13): «I Vescovi di Sicilia, vagliate attentamente le relative testimonianze nei documenti originali, hanno concluso unanimemente col giudizio che non si può mettere in dubbio la realtà della lacrimazione», e auspicarono la costruzione di un santuario. Il comunicato fu pubblicato dall’Osservatore Romano il 18 dicembre 1953.

A un anno dai fatti, il 29 agosto 1954, fu murata sulla facciata della casa la lapide marmorea con l’iscrizione latina firmata I. Immordini, ancora visibile: «HEIC LACRIMIS PER QUATUOR DIES… VIRGO DEI MATER… UBERRIMA APERUIT CORDIS SUI PIENTISSIMI FLUENTA / SYRACUSIS – IV KAL. SEPT. A. MCMLIV / PRIMO ANNIVERSARIO DIE».

Gli interventi dei Papi

Il 17 ottobre 1954, con un radiomessaggio al Congresso mariano regionale siciliano, Pio XII accolse «non senza viva commozione» la dichiarazione unanime dei vescovi e affidò all’evento la domanda rimasta celebre: «Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di quelle lacrime? Oh le lacrime di Maria!». Quarant’anni dopo, il 6 novembre 1994, Giovanni Paolo II consacrò il nuovo santuario, accostando le lacrime di Siracusa al pianto di Cristo su Gerusalemme e alle lacrime mariane di La Salette. Nel 2002 elevò il tempio a basilica minore. Per il settantesimo anniversario, il 7 dicembre 2023, Francesco indirizzò una lettera all’arcivescovo Francesco Lomanto, ricordando che le lacrimazioni avvennero «in una modesta casa di borgata dove dimorava l’umile famiglia di Angelo Iannuso e Antonina Giusto, in attesa del primo figlio».

Il dibattito scientifico

Sul piano critico, studiosi del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze (CICAP), in particolare il chimico Luigi Garlaschelli, hanno mostrato che una statuetta di gesso poroso, smaltata all’esterno e imbevuta di soluzione salina, può rilasciare gocce per capillarità attraverso microfori praticati all’altezza degli occhi, riproducendo in laboratorio un effetto simile a una lacrimazione. Gli scettici osservano inoltre che le analisi del 1953, condotte con i metodi dell’epoca, non potevano isolare le proteine specifiche delle lacrime umane, e che il quadretto non fu posto in una teca sigillata prima delle osservazioni. Tali rilievi restano di carattere metodologico: nessun esperimento è stato condotto direttamente sul quadretto originale di Siracusa. La Chiesa, dal canto suo, ha riconosciuto la realtà della lacrimazione senza emettere una qualificazione formale di «miracolo».

Dalla casa al Santuario: il percorso del quadretto

Il quadretto rimase nella casa fino al 19 settembre 1953, quando fu collocato su una stele di pietra in piazza Euripide, offerta dal Comune, dove fu venerato per quindici anni. Nel 1968 fu traslato nella cripta del santuario in costruzione e, alla vigilia della dedicazione papale, il 5 novembre 1994, sull’altare maggiore della basilica superiore, dove è custodito tuttora. Le lacrime raccolte nel 1953 sono conservate in un reliquiario, sigillato l’8 maggio 1954, posto sull’altare della cripta. Nella Casa del Pianto resta perciò una fedele riproduzione dell’immagine, mentre l’originale e la reliquia si trovano nel Santuario della Madonna delle Lacrime, distante circa dieci minuti a piedi.

La trasformazione in luogo di culto

Targa trasparente in plexiglass intitolata Basilica Santuario Madonna delle Lacrime – Oratorio, via degli Orti di San Giorgio 11, con il testo del prodigio e gli orari
La targa dell’Oratorio: «In questa casa dal 29 agosto all’1° settembre 1953 un quadretto di gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria ha versato lacrime umane». Sono indicati apertura, messa quotidiana e processione mensile col reliquiario.

Dall’abitazione all’oratorio

Fino al 1953 la casa era in affitto. La proprietà fu acquistata il 29 luglio 1954 e, il 29 agosto dello stesso anno, l’abitazione divenne luogo di culto con ingresso da via degli Orti. Con decreto arcivescovile dell’8 dicembre 1954 l’oratorio fu eretto a chiesa pubblica e fregiato del titolo di «Santuario», il primo dedicato alla lacrimazione prima ancora che sorgesse la grande basilica. Dopo decenni di uso devozionale, la casa fu restaurata e riconsegnata ai fedeli il 9 marzo 2008. La cura quotidiana è affidata a volontari, sotto la responsabilità del rettore del Santuario, padre Aurelio Russo.

La casa oggi: cosa si visita

Piccola sala a pareti bianche con altare in marmo rosso e tovaglia di pizzo, quadretto del Cuore Immacolato retroilluminato sopra l'altare, due appliques dorate, orchidee bianche, sedie dorate e una panca lignea
L’interno raccolto dell’oratorio: l’altare sorge nel punto in cui si trovava il letto matrimoniale, sopra la cui testiera era appeso il quadretto. Alla parete, la riproduzione del Cuore Immacolato di Maria, retroilluminata.

L’interno è organizzato come un percorso memoriale. La camera nuziale dei coniugi Iannuso è stata ricostruita con gli arredi storici della famiglia; nel punto esatto in cui si trovava il letto, sopra la cui testiera pendeva il quadretto, è collocato un altare su cui si celebra quotidianamente la Messa. Accanto si conserva la nicchia che per anni custodì l’effigie. Sopra l’altare è esposta una riproduzione del Cuore Immacolato di Maria entro una cornice dorata con bordo luminoso; una grande stampa in bianco e nero ne riproduce il volto, presso l’espositore dei ceri votivi. Pannelli con la cronaca dei fatti del 1953, fotografie d’epoca e le stazioni della Via Crucis completano l’allestimento.

Sulla facciata, oltre alla lapide latina del 1954, una targa dell’Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari (UNITALSI), promossa dal presidente Antonio Diella, ricorda la collocazione all’esterno di un quadretto «copia dell’originale custodito in Santuario», esposto «come nel secondo giorno della lacrimazione». Una seconda targa indica gli orari del culto.

L’Itinerario del Pellegrino

Pannello bianco intitolato Itinerario del Pellegrino con otto soste illustrate da piccole icone, fissato alla facciata accanto al portone
Il pannello dell’«Itinerario del Pellegrino» in otto soste: dal Crocefisso di Luce al Quadretto, fino all’ottava sosta «…il numero 11 di via degli Orti».

Un pannello affisso sulla facciata illustra l’«Itinerario del Pellegrino», un percorso devozionale in otto soste che collega la basilica alla casa: il Crocefisso di Luce, il Fonte Battesimale, il Reliquiario, la Cappella delle Confessioni, l’Altare e la celebrazione dell’Eucaristia, il Quadretto, il cammino verso la Borgata e, come ottava e ultima sosta, «il numero 11 di via degli Orti». Il libretto dell’itinerario è distribuito gratuitamente nelle sacrestie della basilica, della cripta e dell’oratorio stesso. Ogni 29 del mese una processione con il reliquiario delle lacrime parte dalla casa e raggiunge il santuario.

La famiglia Iannuso dopo il prodigio

Antonina Giusto portò a termine senza complicazioni la gravidanza e partorì il primogenito Mariano; la coppia ebbe poi altri tre figli, Vincenzo, Maria Vita ed Elena. La sua guarigione dai disturbi gravidici è considerata la prima fra quelle attribuite alla Madonna delle Lacrime. Angelo Iannuso morì il 18 febbraio 2004; Antonina Lucia Giusto morì il 25 luglio 2011, a 78 anni, nella stessa casa di via degli Orti, dove il Santuario allestì la camera ardente. In suffragio dei coniugi Iannuso viene celebrata una Messa negli anniversari.

Devozione e pellegrinaggi

Per esaminare i numerosi casi di guarigione segnalati durante e dopo i quattro giorni, l’arcivescovado nominò il 7 ottobre 1953 una commissione medica, che vagliò circa trecento guarigioni ritenute straordinarie, di cui un centinaio giudicate scientificamente inspiegabili. Tra i casi documentati figurano la bambina Enza Moncada, guarita da una paralisi al braccio, e Anna Gaudioso Vassallo, di Francofonte, data per inguaribile da un tumore. La pietà popolare legò molte guarigioni all’applicazione di batuffoli di cotone benedetti, in memoria di quelli usati per raccogliere le lacrime.

La Casa del Pianto è una tappa stabile del calendario devozionale siracusano. Durante l’anniversario di fine agosto vi si tiene la veglia notturna e da essa muovono il pellegrinaggio dei malati e la processione verso il santuario. Il legame con il quartiere e con la patrona cittadina è esplicito: durante la processione di rientro di Santa Lucia il simulacro sosta davanti al santuario delle Lacrime. La devozione si è diffusa anche fuori Siracusa, con copie del quadretto venerate altrove, come nella parrocchia di Solarino, e con le «missioni» del reliquiario in Italia e all’estero. Il 1º settembre 2024 il cardinale Robert Francis Prevost, eletto papa con il nome di Leone XIV l’8 maggio 2025, presiedette la Messa dell’anniversario al santuario e il giorno successivo celebrò nella Casa del Pianto, otto mesi prima dell’elezione al pontificato.

Il quartiere e piazza Euripide

Via degli Orti di San Giorgio si trova nella Borgata, il quartiere di Santa Lucia sorto fra il 1885 e il 1890 sui terreni agricoli a nord di Ortigia; il toponimo conserva la memoria degli orti e di una chiesa di San Giorgio oggi scomparsa. Nel 1953 era un quartiere popolare segnato dal dopoguerra. A un centinaio di metri dalla casa si apre piazza Euripide, dove il quadretto fu esposto su una stele dal 1953 al 1968 e che fu allora soprannominata «piazza dei pellegrinaggi». La piazza, riqualificata nel 2022, ospita dal 29 agosto di quell’anno una nuova stele commemorativa, voluta dal Comune e rivolta verso il santuario, che reca incisa una frase di papa Francesco: «Siracusa, la città della Madonna che piange e di santa Lucia che protegge gli occhi. Anche i miei».

Accessibilità

Accessibilità motoria

L’oratorio affaccia direttamente sulla strada e la scheda ufficiale di Google Maps («Oratorio di Via degli Orti – Casa del Pianto») riporta l’attributo «Ingresso accessibile in sedia a rotelle»: la porta a vetri è a livello del marciapiede, senza scalinate prominenti. Via degli Orti di San Giorgio è però una strada stretta del tessuto storico della Borgata, con marciapiedi ridotti, sosta delle auto a ridosso dell’ingresso e disponibilità di parcheggio limitata, accentuata dai lavori di riqualificazione del quartiere. Un progetto comunale di allargamento del marciapiede o di pedonalizzazione del tratto antistante non è stato finora realizzato. La fermata di autobus più vicina, «Agatocle 2» (linea urbana 105 «Santa Lucia», con le linee 107 e 127 sul margine ovest del quartiere), dista circa cento metri. Si consiglia di verificare la soglia d’ingresso e l’accessibilità degli ambienti interni telefonando all’oratorio (0931 60284). Il vicino Santuario della Madonna delle Lacrime è invece pienamente accessibile, dotato dal 2018 di ascensore fra cripta e basilica e di otto servizi igienici per persone con disabilità.

Accessibilità visiva

Non risultano supporti dedicati alle persone cieche o ipovedenti: non sono documentati percorsi tattili, mappe in rilievo, materiale in braille o audioguide descrittive, né nella casa né nel santuario. Gli elementi del percorso interno (la nicchia, l’altare, la riproduzione del quadretto) sono affidati al canale visivo; l’illuminazione dell’oratorio è ordinaria e non studiata per l’ipovisione. La lapide esterna è a caratteri incisi, leggibili al tatto solo accostandosi. Per una visita assistita è opportuno concordare in anticipo la presenza dei volontari di accoglienza.

Accessibilità uditiva

Non sono documentati sistemi di amplificazione, anelli a induzione magnetica o sottotitolazione nell’oratorio, ambiente piccolo dove la comunicazione è ravvicinata. Nel vicino santuario vengono celebrate periodicamente Messe interpretate nella Lingua dei Segni Italiana (LIS), in genere la seconda domenica del mese e durante le celebrazioni dell’anniversario; l’orario va verificato con la segreteria del Santuario, poiché non compare stabilmente nel calendario pubblicato. L’ampiezza degli spazi del santuario comporta un forte riverbero, da tenere presente per chi usa apparecchi acustici o legge il labiale.

Accessibilità cognitiva

Il percorso interno della casa è breve, lineare e raccolto: poche stanze attigue conducono dalla cronaca dei fatti alle immagini storiche, alla Via Crucis, alla nicchia e all’altare. La presenza costante di volontari di accoglienza facilita l’orientamento e il racconto dell’evento, e i pannelli espositivi sintetizzano la vicenda del 1953 in forma piana. La segnaletica stradale per raggiungere la casa dal centro è invece scarsa, e il collegamento con il santuario non è indicato sul posto: conviene programmare in anticipo l’itinerario fra i due luoghi.

Suggerimenti

Sarebbe utile dotare la casa di un pannello esplicativo ad alto contrasto e in caratteri grandi, di una versione in braille o a stampa ingrandita del testo storico e di una breve audiodescrizione del luogo e del quadretto; una segnaletica pedonale che colleghi la casa, piazza Euripide e il santuario renderebbe più leggibile l’intero itinerario devozionale, a beneficio anche dei visitatori con disabilità cognitiva.

Galleria

Fonti

  • Baranzini, Ettore. «La Madonna delle lacrime a Siracusa». La Rivista del Clero Italiano, Vita e Pensiero, 1954.
  • Musumeci, Ottavio. Ha pianto la Madonna a Siracusa. Tip. Marchese, Siracusa, 1954.
  • Greco, Giuseppe (a cura di). Il pianto di Maria. La lacrimazione di Siracusa tra storia e fede. Città Nuova, 2003.
  • Magnano, Pasquale. Arcano Linguaggio. Edizioni ASCA, 2003.
  • Ricciardo, Rosaria. Pianto di Maria e dolore di Dio. L’evento di Siracusa. San Paolo, 2004.
  • Vanzan, Piersandro. «Perché piangi, Maria?». La Civiltà Cattolica, vol. III, 2004, pp. 499–506.
  • Magnani, Maurizio. Spiegare i miracoli. Dedalo, Bari, 2005.
  • Lorenzi, Annalisa. Lacrime. Breve storia della madonnina di Siracusa. San Paolo, 2013.
  • Gaeta, Saverio. Siracusa. Le lacrime umane del Cuore Immacolato. San Paolo, 2018.
  • Pio XII. Radiomessaggio al Congresso Mariano Regionale della Sicilia, 17 ottobre 1954. Consulta online.
  • Giovanni Paolo II. Omelia per la dedicazione del Santuario della Madonna delle Lacrime, 6 novembre 1994. Consulta online.
  • Francesco. Lettera per il 70º anniversario della lacrimazione, 7 dicembre 2023. Consulta online.
  • «Madonna delle Lacrime». Wikipedia. Consulta online.
  • Borrelli, Antonio. «Beata Vergine Maria delle Lacrime a Siracusa». Santi, beati e testimoni. Consulta online.
  • Santuario Madonna delle Lacrime. «La Casa del Pianto» e «29 Agosto 1953». Consulta online.
  • Arcidiocesi di Siracusa. «La Casa del Pianto, luogo di preghiera», 15 settembre 2024. Consulta online.
  • «Scomparsa Antonina Giusto, nella sua casa il miracolo della lacrimazione». Siracusa News, 26 luglio 2011. Consulta online.
  • «Habemus Papam, quando l’allora cardinale Prevost venne a Siracusa nel 2024». Siracusa Oggi, 2025. Consulta online.
  • «In digitale la pellicola originale della lacrimazione della Madonna a Siracusa». Siracusa News, 2025. Consulta online.

Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 1 giugno 2026.

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Indirizzo
Via degli Orti di San Giorgio 11, Siracusa (quartiere Santa Lucia – Borgata).
Quartiere / Zona
Santa Lucia
Epoca / Secolo
Abitazione del primo Novecento; lacrimazione 29 agosto – 1º settembre 1953; oratorio dal 1954 (XX secolo).
Accessibilità
🦽 Motoria – Ingresso a livello strada (Google Maps: accessibile in carrozzina); via stretta e parcheggio scarso.
👁️ Visiva – Nessun supporto tattile, braille o audioguida; percorso affidato alla vista.
👂 Uditiva – Nessuna amplificazione nell’oratorio; al Santuario vicino Messe periodiche in LIS.
🧠 Cognitiva – Percorso breve e lineare, volontari di accoglienza e pannelli storici.
Orari o note pratiche

Apertura: tutti i giorni 7.45–12.00
Santa Messa: tutti i giorni alle 8.00
Santo Rosario: tutti i giorni alle 8.30
Processione con il reliquiario delle lacrime: il 29 di ogni mese, ore 17.45 (18.15 con l’ora legale)
Telefono oratorio: 0931 60284 · Segreteria Santuario: 0931 21446
Come arrivare: autobus urbano linea 105 «Santa Lucia», fermata «Agatocle 2» a circa 100 m; a circa 10 minuti a piedi dal Santuario della Madonna delle Lacrime.