![]() Giuseppe Bufardeci. Foto dalla Camera dei deputati, pubblico dominio. | |
| Dati anagrafici | |
| Nome completo | Giuseppe Bufardeci |
|---|---|
| Nascita | 3 aprile 1927, Siracusa |
| Morte | 13 marzo 2010, Viterbo |
| Professione | Funzionario di partito |
| Carriera parlamentare | |
| Carica | Deputato al Parlamento della Repubblica Italiana |
| Legislature | II (1953-1958), III (1958-1963) |
| Circoscrizione | Catania-Messina-Siracusa-Ragusa-Enna |
| Partito | PCI, poi PSI |
| Commissioni | Difesa, Lavoro, Bilancio, Giustizia |
Giuseppe Bufardeci (Siracusa, 3 aprile 1927 – Viterbo, 13 marzo 2010) è stato un politico italiano, deputato al Parlamento della Repubblica per due legislature consecutive (1953-1963), eletto nella circoscrizione Catania-Messina-Siracusa-Ragusa-Enna nelle liste del Partito Comunista Italiano.
Carriera parlamentare
Studente universitario e funzionario di partito, Giuseppe Bufardeci viene eletto alla Camera dei deputati nel 1953 (II legislatura) a soli 26 anni, tra i più giovani parlamentari della legislatura. Rieletto nel 1958 (III legislatura), siede in quattro commissioni: Difesa (1953-1955), Lavoro e Previdenza Sociale (1955-1958), Bilancio e Partecipazioni Statali (1958-1959) e Giustizia (1959-1963).
Presenta 36 proposte di legge e pronuncia 27 interventi in Assemblea. I temi dei suoi interventi riguardano i danni da nubifragio in provincia di Siracusa, le irregolarità amministrative provinciali, la censura del giornale l’Unità a Canicattini Bagni, la variante ferroviaria Catania-Siracusa, il crollo di una grotta a Siracusa (interrogazione n. 2024, novembre 1959) e le condizioni dei lavoratori del polo petrolchimico di Augusta-Priolo. Il 7 marzo 1961 presenta un’interrogazione urgente (n. 3502) sugli scontri fra scioperanti e forze di polizia alla raffineria Rasiom di Augusta, denunciando l’uso della forza contro i lavoratori. Denuncia la chiusura della fabbrica “Il Gas” di Augusta nel gennaio 1959.
Durante il mandato, il Ministro di Grazia e Giustizia Guido Gonella presenta una richiesta di autorizzazione a procedere contro Bufardeci per il reato previsto dall’art. 656 del codice penale (diffusione di notizie false o tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico), a testimonianza della sua efficacia come oppositore politico.
Uscita dal PCI
Nel 1963, in disaccordo con la linea del Partito Comunista Italiano dopo l’invasione sovietica dell’Ungheria del 1956 e il rallentamento della destalinizzazione, Bufardeci lascia il PCI e aderisce al Partito Socialista Italiano, nel momento in cui il PSI si appresta a entrare nei governi di centro-sinistra. La scelta è dettata dalla volontà di incidere in modo riformista sulle strutture dello Stato.
Dopo la fine del mandato parlamentare, Bufardeci si trasferisce a Viterbo dove esercita la professione di avvocato. Vive nel capoluogo laziale fino alla morte, avvenuta il 13 marzo 2010, lontano dalla Sicilia ma fedele ai valori di giustizia sociale che avevano animato la sua carriera.
Il legame genealogico diretto con il ramo del patriota Emilio Bufardeci (1816-1899) non è documentato nelle fonti disponibili, pur condividendo il cognome e l’origine siracusana.
Genealogia
- Emilio Bufardeci (1816–1899) — sacerdote, patriota, deputato
- └ Gaetano Bufardeci (fratello) — notaio
- └ Giambattista “Titta” Bufardeci
- └ Gaetano Bufardeci (II)
- └ Italo Bufardeci — notaio, 33° grado
- └ Giambattista “Titti” Bufardeci (1953) — sindaco di Siracusa
- └ Italo Bufardeci — notaio, 33° grado
- └ Gaetano Bufardeci (II)
- └ Giambattista “Titta” Bufardeci
- └ Gaetano Bufardeci (fratello) — notaio
Ramo collaterale non documentato: Giuseppe Bufardeci (1927–2010), deputato. — Barbara Bufardeci (1965–2023), team manager del Setterosa.
Fonti
- Portale storico della Camera dei deputati. Consulta online.
- Voce «Giuseppe Bufardeci». Wikipedia, l’enciclopedia libera. Consulta online.
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 08 aprile 2026.
