Calogero Lauricella

Aggiornato in data 2 Giugno 2026 da
PersonaggioCalogero Lauricella
Ritratto fotografico di monsignor Calogero Lauricella, arcivescovo metropolita di Siracusa dal 1973 al 1989

Mons. Calogero Lauricella, ritratto ufficiale. Pubblico dominio (Italia).
NascitaRavanusa (Agrigento), 20 febbraio 1919
MorteSiracusa, 20 giugno 1989 (70 anni)
SepolturaCappella di Santa Lucia, cripta del Santuario della Madonna delle Lacrime, Siracusa
MottoUnus panis, unum corpus, multi sumus
Ordinazione presbiterale12 giugno 1941, clero della diocesi di Agrigento
Ordinazione episcopale24 giugno 1961, Agrigento, dall’arcivescovo Giovanni Battista Peruzzo, con i co-consacranti Francesco Monaco e Francesco Fasola
SediVescovo titolare di Sela e ausiliare di Agrigento (1961-1964); ausiliare, amministratore apostolico e poi vescovo di Cefalù (1964-1973); arcivescovo metropolita di Siracusa (8 settembre 1973 – 20 giugno 1989)
ConcilioPadre conciliare al Concilio Vaticano II, tutte e quattro le sessioni (1962-1965)
PredecessoreGiuseppe Bonfiglioli (arcivescovo di Siracusa 1968-1973)
SuccessoreGiuseppe Costanzo (arcivescovo di Siracusa 1989-2008)

Calogero Lauricella (Ravanusa, 20 febbraio 1919 – Siracusa, 20 giugno 1989) fu un arcivescovo cattolico italiano. Arcivescovo metropolita di Siracusa dall’8 settembre 1973 alla morte, resse la cattedra aretusea per quasi sedici anni, gli ultimi del lungo dopoconcilio. Consacrato vescovo nel 1961, prese parte al Concilio Vaticano II come padre conciliare in tutte e quattro le sessioni, e ne portò la sensibilità nel proprio governo pastorale, sintetizzata nel motto Unus panis, unum corpus, multi sumus («Un solo pane, un solo corpo, noi siamo molti», 1 Cor 10,17). Originario della diocesi di Agrigento, di cui era stato rettore del seminario e poi vescovo ausiliare, fu vescovo di Cefalù (ausiliare dal 1964, ordinario dal 1970) prima di salire alla cattedra di Siracusa.

Il suo episcopato siracusano è ricordato per l’apertura ecumenica verso la Chiesa ortodossa, per l’introduzione della causa di beatificazione della Serva di Dio Suor Chiara Di Mauro, della quale aprì il processo diocesano il 16 luglio 1983, e per la decisione, presa nel 1987 nonostante la grave malattia che lo aveva colpito, di riprendere i lavori di costruzione del Santuario della Madonna delle Lacrime, di cui fino ad allora esisteva soltanto la cripta. Morì in carica nel 1989 ed è sepolto nella cappella di Santa Lucia all’interno della cripta del Santuario, l’unica parte del complesso che vide terminata in vita.

Origini e formazione

Calogero Lauricella nacque a Ravanusa, centro agricolo dell’entroterra agrigentino, il 20 febbraio 1919. Secondo le memorie storiche locali fu figlio di Gerlando Lauricella e Rosalia Costanza e, rimasto orfano in giovane età, fu indirizzato alla vita ecclesiastica dallo zio, l’arciprete don Vito Costanza di Menfi, presso il quale avrebbe frequentato le scuole elementari. Le stesse fonti ravanusane lo ricordano come il primo e unico vescovo nativo di Ravanusa, paese di lunga tradizione di vocazioni. Va distinto dal coevo e omonimo Salvatore Lauricella (Ravanusa, 1922 – 1996), esponente socialista e presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, con il quale non risulta parentela documentata.

Nell’ottobre 1929, a dieci anni, Lauricella entrò nel Seminario vescovile di Agrigento, dove compì l’intero percorso di studi. Negli anni 1932-1934 ebbe come direttore spirituale don Filippo Iacolino (Favara, 1895 – Trapani, 1950), poi rettore dello stesso seminario, soprannominato il «rettore di ferro», in seguito vicario generale di Agrigento e vescovo di Trapani dal 1947. Lauricella fu ordinato sacerdote il 12 giugno 1941, a ventidue anni, incardinandosi nella diocesi di Agrigento. Nel 1947 fu nominato rettore del Seminario vescovile di Agrigento, incarico che tenne, secondo le fonti, fino alla nomina episcopale del 1961.

Vescovo ausiliare di Agrigento (1961-1964)

Monsignor Calogero Lauricella con papa Giovanni XXIII nel 1963
Mons. Lauricella (a sinistra) con papa Giovanni XXIII al Seminario vescovile di Agrigento, 11 maggio 1963. Pubblico dominio (Italia).

Il 13 maggio 1961 papa Giovanni XXIII nominò Lauricella vescovo titolare di Sela e ausiliare di Agrigento. La sede di Sela era un’antica diocesi soppressa dell’Egitto, nella regione dell’Augustamnica Prima presso Pelusio, assegnata per tradizione canonica ai vescovi privi di territorio proprio; era vacante dalla morte del precedente titolare, il vescovo statunitense Thomas John McDonnell, scomparso il 25 febbraio 1961. Lauricella ne fu il sesto e ultimo titolare, dal 1961 alla promozione a vescovo residenziale di Cefalù nel 1970, dopo di che la sede è rimasta vacante.

La consacrazione episcopale ebbe luogo ad Agrigento il 24 giugno 1961, festa di san Giovanni Battista. Consacrante principale fu l’arcivescovo Giovanni Battista Peruzzo (Molare, 1878 – 1963), passionista (in religione Giovanni Battista dell’Addolorata), vescovo di Agrigento dal 1932 ed elevato ad arcivescovo a titolo personale nel 1952, ricordato come «vescovo dei contadini» e sopravvissuto a un attentato a colpi di pistola il 9 luglio 1945 a Santo Stefano Quisquina; morì il 20 luglio 1963, mentre era in corso il Concilio Vaticano II. Co-consacranti furono i vescovi Francesco Monaco (Agira, 1898 – 1986), vescovo di Caltanissetta, e Francesco Fasola (Maggiora, 1898 – 1988), allora vescovo di Caltagirone e poi arcivescovo di Messina. Per genealogia episcopale Lauricella appartiene alla linea che, attraverso Peruzzo, risale al cardinale Scipione Rebiba e annovera nella sua catena quattro pontefici (Benedetto XIII, Benedetto XIV, Clemente XIII e Pio X).

Padre conciliare al Vaticano II (1962-1965)

Pochi mesi dopo la consacrazione, l’11 ottobre 1962 Lauricella prese parte all’apertura del Concilio Vaticano II. Vi partecipò come padre conciliare in tutte e quattro le sessioni (1962-1965), dapprima come ausiliare di Agrigento, nella prima e nella seconda sessione, poi come ausiliare di Cefalù, dal 1964, nella terza e nella quarta. Le fonti non gli attribuiscono interventi nelle congregazioni generali, ma collocano la sua formazione nell’alveo del rinnovamento conciliare: una fonte cefaludese lo descrive come «vescovo giovane, figlio del Vaticano II». L’ecclesiologia della communio, che ispira il suo motto, e l’attenzione all’ecumenismo che ne caratterizzò il governo discendono da quella esperienza.

A Cefalù: ausiliare, amministratore apostolico e vescovo (1964-1973)

Alla morte di Peruzzo, il 20 luglio 1963, la diocesi natale di Agrigento era passata a Giuseppe Petralia, nominato il 14 ottobre 1963, che la avrebbe retta fino al 1980. Fu sotto di lui che, l’8 settembre 1964, Lauricella venne trasferito come vescovo ausiliare alla diocesi di Cefalù, suffraganea di Palermo e comprendente il territorio delle Madonìe, lasciando la diocesi d’origine e la linea episcopale di Peruzzo. A Cefalù era chiamato a coadiuvare l’anziano vescovo Emiliano Cagnoni (Ancona, 1884 – Cefalù, 1969), che reggeva la sede dal 1934 e aveva ormai ottant’anni. Dal 1967 Lauricella ne fu amministratore apostolico, assumendo di fatto il governo della diocesi. Alla morte di Cagnoni, il 28 settembre 1969 dopo trentacinque anni di episcopato, fu nominato vescovo residenziale di Cefalù il 4 giugno 1970, cessando contestualmente di essere vescovo titolare di Sela.

L’episcopato cefaludese durò poco più di tre anni come ordinario. Le testimonianze locali ne ricordano lo stile pastorale sobrio e attento ai poveri: per l’amministrazione dei sacramenti accettava soltanto offerte libere, senza compensi fissi, e promosse l’apertura ecumenica e la conoscenza dell’ebraismo e dell’islam. Fu uno dei pochi vescovi di Cefalù degli ultimi tre secoli a essere trasferito a un’altra sede anziché restarvi fino alla morte o alle dimissioni. Gli succedette a Cefalù Salvatore Cassisa, nominato il 1 dicembre 1973 e consacrato il 24 gennaio 1974 dallo stesso cardinale Pappalardo, poi trasferito a Monreale nel 1978.

Arcivescovo metropolita di Siracusa (1973)

L’8 settembre 1973, solennità della Natività di Maria, papa Paolo VI nominò Lauricella arcivescovo metropolita di Siracusa. Il decreto della Sacra Congregazione per i Vescovi, riportato negli Acta Apostolicae Sedis del 1973 (vol. 65, p. 679), recita: «Metropolitanae Ecclesiae Syracusanae praefecit Exc. P. D. Calogerum Lauricella, hactenus Episcopum Cephaludensem». La sede era rimasta vacante per circa cinque mesi, da quando il predecessore Giuseppe Bonfiglioli, coadiutore di Siracusa dal 9 novembre 1963, amministratore apostolico dal 27 ottobre 1966 e arcivescovo dal 6 marzo 1968 (alla morte di Ettore Baranzini dopo trentacinque anni di episcopato), era stato trasferito arcivescovo di Cagliari il 17 aprile 1973; sarebbe morto nel capoluogo sardo il 18 ottobre 1992. Lauricella fece il suo ingresso solenne nella chiesa siracusana il 27 ottobre 1973.

Negli anni del suo ingresso la diocesi contava, secondo l’Annuario Pontificio, 267.250 abitanti, 183 presbiteri (124 diocesani e 59 religiosi), 75 religiosi non sacerdoti e 425 religiose, distribuiti in 65 parrocchie; era articolata in quattro vicariati (Siracusa, Augusta-Melilli, Lentini, Palazzolo-Floridia). Cinque anni dopo, nel 1978, la popolazione era salita a circa 290.800 abitanti, con 184 presbiteri, 70 religiosi e 495 religiose. Quale metropolita, Lauricella era a capo di una provincia ecclesiastica che nel 1973 comprendeva le diocesi suffraganee di Noto, Ragusa, Caltagirone e Piazza Armerina, ed era custode del Reliquiario della Madonna delle Lacrime, titolo legato alla sede aretusea. Adottò come motto episcopale Unus panis, unum corpus, multi sumus, tratto dalla Prima lettera ai Corinzi, che le fonti diocesane descrivono come espressione del suo «anelito umano e spirituale fondato sulla comunione».

Il governo della diocesi (1973-1989)

L’episcopato siracusano di Lauricella, durato quasi sedici anni, fu segnato dall’applicazione delle riforme conciliari e da una spiccata attenzione alla comunione ecclesiale e al dialogo. Il 23 gennaio 1975 presiedette a Siracusa una celebrazione paraliturgica alla presenza di Damaskinos di Tranoupolis, Segretario del Santo e Grande Concilio della Chiesa ortodossa e, dal 1971, della Commissione interortodossa incaricata di prepararlo, nella quale pronunciò una frase rimasta come sintesi del suo impegno ecumenico: «La cristianità divisa è una ferita aperta al Corpo di Cristo», che doveva guarire per amore di Cristo e della sua verità.

Sul piano del governo ordinario, a Lauricella si devono l’erezione della parrocchia di San Corrado Confalonieri nel quartiere periferico della Mazzarrona e la nascita, nel marzo 1983, del settimanale diocesano «Cammino», fondato da Alfio Inserra, Sebastiano Gozzo e Pippo Lombardo e tuttora organo di informazione dell’arcidiocesi. Il 20 giugno 1980 consacrò solennemente la chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù. In ragione della devozione legata alla lacrimazione del 1953, promosse due Settimane di Studi Mariani, e fu vicino al mondo del lavoro al punto da partecipare a una marcia cittadina contro la mafia e per l’occupazione. Come arcivescovo metropolita prese parte alla Conferenza Episcopale Siciliana, presieduta dal cardinale Salvatore Pappalardo, arcivescovo di Palermo dal 1970 e creato cardinale da Paolo VI nel 1973, figura di riferimento dell’episcopato isolano e poi nota all’opinione pubblica nazionale per l’omelia antimafia ai funerali del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa nel 1982.

Il 13 dicembre 1988, festa di Santa Lucia patrona della città, Lauricella ricevette dal cardinale Marco Cè, patriarca di Venezia, la reliquia dell’omero sinistro di Santa Lucia, custodita in una teca argentea. Il dono, a meno di un anno dalla morte di Lauricella, suggellava la comunione fraterna fra le Chiese di Siracusa e Venezia, che dal 1204 conserva il corpo della martire siracusana.

La causa di Suor Chiara Di Mauro

Tra le iniziative più note del suo episcopato vi è l’introduzione della causa di beatificazione della Suor Chiara Di Mauro, al secolo Adelaide Di Mauro (Siracusa, 1890 – 1932), nome religioso Suor Chiara Francesca di Gesù Agonizzante, terziaria francescana e mistica stigmatizzata venerata dalla devozione popolare siracusana. Il 14 settembre 1977 Lauricella nominò postulatore della causa mons. Vincenzo Annino, incaricato di raccogliere documenti e testimonianze. Il 16 luglio 1983, con decreto arcivescovile, aprì ufficialmente il processo diocesano: da quella data Adelaide Di Mauro acquisì il titolo di Serva di Dio.

La fase istruttoria diocesana, affidata al delegato dell’arcivescovo mons. Salvatore Iacono e sostenuta finanziariamente soprattutto dalla signora Giuseppina Sirchia vedova Leone, nella cui villa la religiosa aveva soggiornato negli ultimi mesi di vita, si protrasse in oltre venti sessioni tra il 1984 e il 1997. La morte di Lauricella nel 1989 segnò un rallentamento del processo, che si interruppe nel 1997 senza che gli atti fossero trasmessi alla Congregazione delle Cause dei Santi. La causa è stata rilanciata solo nel 2021 dall’Associazione «Amici di Suor Chiara Di Mauro», costituita canonicamente sotto l’arcivescovo Francesco Lomanto.

Il Santuario della Madonna delle Lacrime

Per tutto il suo episcopato Lauricella seguì la lunga e travagliata costruzione del Santuario della Madonna delle Lacrime, eretto a memoria della lacrimazione del 1953, avvenuta sotto l’arcivescovo Ettore Baranzini. La prima pietra del tempio era stata benedetta il 9 maggio 1954 dal cardinale Ernesto Ruffini, arcivescovo di Palermo, su iniziativa del Comitato pro erigendo Santuario presieduto dallo stesso Baranzini. Il progetto, scelto nel 1957 al termine di un concorso internazionale bandito il 29 giugno 1955, che aveva raccolto novantuno proposte da diciassette nazioni, era opera degli architetti francesi Michel Andrault (allora ventinovenne) e Pierre Parat (ventisettenne), dello studio Anpar di Parigi, con i calcoli strutturali dell’ingegnere Riccardo Morandi. La giuria, di cui facevano parte gli architetti Pierre Vago, Saverio Muratori, Rudolph Schwarz e Luis Moya Blanco, premiò il progetto presentato con il motto «Corona con nove raggi bianchi su campo azzurro»: una struttura conica in cemento armato, alta circa centotré metri e larga oltre settanta alla base, capace di undicimila persone in piedi, concepita come una lacrima rovesciata e come elevazione dell’umanità verso Dio.

L’avvio del cantiere fu rallentato dalle polemiche sul disegno modernista, definito da alcuni cittadini un «mostro di cemento armato», e da un vincolo di tutela archeologica apposto nel 1957 sull’area, contigua alla Neapolis, revocato secondo le fonti solo nel 1959 dal ministro Medici. Gli scavi delle fondazioni, condotti a partire dal 1966, riportarono alla luce un’area abitativa del VI secolo a.C. e un tratto della via principale del quartiere greco di Akradina, oltre a strutture di età romana e tardoantica, tra cui un ipogeo pagano con un ambiente decorato a mosaico, poi conservate e visibili nel piano della cripta.

Quando Lauricella giunse a Siracusa nel 1973 esisteva soltanto la cripta, struttura ipogea di forma circolare (diametro esterno circa ottanta metri, interno trentotto, capienza intorno ai duemila posti), consacrata il 28 agosto 1968 dall’arcivescovo Bonfiglioli e inaugurata ufficialmente il 1 settembre 1968 dal cardinale Francesco Carpino, arcivescovo di Palermo. Oltre alla cappella di Santa Lucia vi si aprono le cappelle del Sacro Cuore, di Sant’Agata, di San Francesco d’Assisi, di San Pio da Pietrelcina e quella dei Santi Pietro e Paolo, dotata di iconostasi per le celebrazioni in rito ortodosso, segno duraturo, nel cuore del santuario, di quell’apertura ecumenica che Lauricella aveva coltivato. Il cantiere del tempio superiore era invece fermo da anni, e la stasi si sarebbe protratta per circa diciannove anni, fra polemiche e difficoltà economiche.

Nonostante la grave malattia che ne segnò gli ultimi anni, nel 1987 Lauricella diede impulso alla ripresa dei lavori della basilica superiore: il 22 febbraio 1987 l’immagine miracolosa fu trasferita dalla cripta al salone pastorale del santuario, dove rimase per sette anni durante la sopraelevazione. Lauricella morì nel 1989 senza vedere completata l’opera: la basilica superiore fu consacrata da Giovanni Paolo II il 6 novembre 1994, cinque anni dopo la sua morte, sotto il successore Giuseppe Costanzo.

Genealogia episcopale e vescovi consacrati

Durante l’episcopato siracusano Lauricella partecipò come co-consacrante a due ordinazioni episcopali, in entrambi i casi accanto al cardinale Salvatore Pappalardo come consacrante principale, a conferma del ruolo di quest’ultimo come perno delle nomine vescovili siciliane del periodo. Il 2 febbraio 1974 co-consacrò Alfredo Maria Garsia (Augusta, 1928 – 2004), nuovo vescovo di Caltanissetta e originario dell’arcidiocesi di Siracusa, insieme al vescovo emerito Francesco Monaco, che già era stato co-consacrante dello stesso Lauricella nel 1961. Il 26 gennaio 1980, nella chiesa madre di Modica, co-consacrò Giuseppe Malandrino (1931 – 2025), vescovo di Acireale e in seguito di Noto, insieme al vescovo di Noto Salvatore Nicolosi.

Malattia e morte

Gli ultimi anni di Lauricella furono contrassegnati da una grave malattia, che secondo la commemorazione ufficiale dell’arcidiocesi egli «sopportò nell’unione con le sofferenze di Cristo». Pur provato dal male, continuò a governare la diocesi: nel febbraio 1987 avviò la ripresa del cantiere del santuario e nel dicembre 1988 presenziò alla cerimonia con il patriarca di Venezia. Morì a Siracusa il 20 giugno 1989, a settant’anni, da arcivescovo in carica. Gli succedette Giuseppe Costanzo, nominato nel dicembre dello stesso anno.

Sepoltura

Diversamente dai predecessori, sepolti nel Duomo della città, Lauricella riposa nella cappella di Santa Lucia, dedicata alla patrona di Siracusa, all’interno della cripta del Santuario della Madonna delle Lacrime: una collocazione che riflette il legame con il complesso di cui aveva ripreso i lavori e l’unica parte che aveva visto compiuta. Il monumento funebre fu progettato dal geometra Franco Vasquez; il busto in bronzo è opera del maestro Francesco Caldarella. La lapide reca, sopra l’iscrizione, il motto episcopale «Unus panis, unum corpus, multi sumus» e ricorda «Calogero Lauricella, arcivescovo di Siracusa, 1973-1989», con le date di nascita e morte. Ogni anno, il 20 giugno, nella cripta viene celebrata una messa in suo suffragio.

Memoria

Il 20 giugno 2019, in occasione del trentesimo anniversario della morte e del centenario della nascita, la Chiesa siracusana commemorò Lauricella nella cripta del santuario, con un intervento dell’arcivescovo di Messina Giovanni Accolla e una concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Siracusa Salvatore Pappalardo (omonimo del cardinale di Palermo). Una commemorazione analoga si tenne per il trentaduesimo anniversario, il 20 giugno 2021, presieduta dall’arcivescovo Francesco Lomanto. A Siracusa, nella zona alta della città fra i quartieri Tiche e Scala Greca, gli è stata intitolata via Monsignor Calogero Lauricella, dedicata contestualmente alla vicina via in memoria del predecessore Giuseppe Bonfiglioli.

Scritti e documentazione

Non risultano censite nei cataloghi bibliografici nazionali pubblicazioni autonome a firma di Calogero Lauricella. I suoi atti di governo, decreti, nomine, lettere pastorali e omelie sono raccolti nei fascicoli della Rivista Diocesana dell’Arcidiocesi di Siracusa relativi al periodo 1973-1989, non digitalizzati e conservati presso l’Archivio Storico Diocesano. Catholic-Hierarchy indica come fonti documentarie per i suoi dati episcopali i repertori specializzati Le Petit Episcopologe (n. 120) e Les Ordinations épiscopales (1961, n. 79). La figura di Lauricella, in relazione all’apertura del processo di Suor Chiara Di Mauro, è trattata nel volume di Marilena Mangiafico, Suor Chiara Di Mauro. Una mistica tra il chiostro e il secolo (Siracusa, Lombardi Editore, 2019).

Cronologia essenziale

  • 20 febbraio 1919: nascita a Ravanusa (Agrigento)
  • 12 giugno 1941: ordinazione sacerdotale, diocesi di Agrigento
  • 1947: rettore del Seminario vescovile di Agrigento
  • 13 maggio 1961: nominato vescovo titolare di Sela e ausiliare di Agrigento
  • 24 giugno 1961: consacrazione episcopale ad Agrigento
  • 1962-1965: padre conciliare al Concilio Vaticano II (tutte e quattro le sessioni)
  • 8 settembre 1964: vescovo ausiliare di Cefalù
  • 1967: amministratore apostolico di Cefalù
  • 4 giugno 1970: vescovo di Cefalù
  • 8 settembre 1973: nominato arcivescovo metropolita di Siracusa
  • 27 ottobre 1973: ingresso solenne nell’arcidiocesi di Siracusa
  • 23 gennaio 1975: celebrazione ecumenica con Damaskinos di Tranoupolis
  • 14 settembre 1977: nomina del postulatore per la causa di Suor Chiara Di Mauro
  • 26 gennaio 1980: co-consacra Giuseppe Malandrino a Modica
  • 16 luglio 1983: apre il processo diocesano di Suor Chiara Di Mauro
  • 22 febbraio 1987: ripresa dei lavori del Santuario, l’immagine è trasferita al salone pastorale
  • 13 dicembre 1988: riceve dal cardinale Marco Cè la reliquia dell’omero di Santa Lucia
  • 20 giugno 1989: muore a Siracusa, arcivescovo in carica

Fonti

  • Archbishop Calogero Lauricella, in Catholic-Hierarchy: catholic-hierarchy.org.
  • Voce Calogero Lauricella, in Wikipedia: it.wikipedia.org.
  • Arcidiocesi di Siracusa, XXX anniversario della morte dell’arcivescovo mons. Calogero Lauricella, 19 giugno 2019: arcidiocesi.siracusa.it.
  • Santuario Madonna delle Lacrime, La Cripta e Anniversario della morte di mons. Calogero Lauricella: madonnadellelacrime.it.
  • Acta Apostolicae Sedis, vol. 65 (1973), pp. 261 e 679 (trasferimento di Bonfiglioli a Cagliari e nomina di Lauricella a Siracusa): vatican.va.
  • Cammino (settimanale diocesano di Siracusa), Conosciamo Suor Chiara Di Mauro: il processo di beatificazione, dicembre 2023: camminosiracusa.it.
  • Arcidiocesi di Siracusa, Reliquie di Santa Lucia, 7 marzo 2013: arcidiocesi.siracusa.it.
  • Diocesi di Cefalù e GCatholic, cronotassi dei vescovi: gcatholic.org.
  • Censimento delle architetture italiane dal 1945 a oggi, Ministero della Cultura, scheda del Santuario: censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it.
  • Marilena Mangiafico, Suor Chiara Di Mauro. Una mistica tra il chiostro e il secolo, Siracusa, Lombardi Editore, 2019.

Voci correlate

📷 Foto della community

Carico le foto…

Da non perdere a Siracusa

Le voci più cercate di Aretusapedia.