| Nascita | Milano, 28 giugno 1862 |
|---|---|
| Morte | Siracusa, 27 dicembre 1919 (57 anni) |
| Sepoltura | Cappella del Santissimo Sacramento, Duomo di Siracusa; monumento di Sebastiano Agati |
| Ordinazione presbiterale | 9 novembre 1884, arcidiocesi di Milano |
| Ordinazione episcopale | 14 gennaio 1906, dal cardinale Andrea Carlo Ferrari, con i co-consacranti Carlo Castelli e Giovanni Mauri |
| Cattedra | Arcivescovo metropolita di Siracusa (11 dicembre 1905 – 27 dicembre 1919); in precedenza prevosto di San Lorenzo Maggiore a Milano (1896-1905) |
| Predecessore | Giuseppe Fiorenza (arcivescovo 1896-1905) |
| Successore | Giacomo Carabelli (arcivescovo 1921-1932) |
Luigi Bignami (Milano, 28 giugno 1862 – Siracusa, 27 dicembre 1919) fu un arcivescovo cattolico italiano. Arcivescovo metropolita di Siracusa dall’11 dicembre 1905 alla morte, resse la chiesa aretusea per quattordici anni, attraversando il pontificato di Pio X, la crisi modernista e la Prima guerra mondiale. Sacerdote ambrosiano, prevosto della Basilica di San Lorenzo Maggiore a Milano prima della nomina, fu il primo di tre arcivescovi consecutivi di area lombarda a guidare Siracusa, prima di Giacomo Carabelli e Ettore Baranzini.
Il suo episcopato è ricordato per i lavori di restauro del Duomo, volti a recuperare le strutture dell’antico tempio greco di Atena, per l’accoglienza di congregazioni religiose, tra cui le Suore Orsoline della Sacra Famiglia (1911-1915) e il ritorno dei Cappuccini (1919), e soprattutto per la cura del culto di Santa Lucia, patrona della città: nel 1912 riordinò il tempietto del Sepolcro e fece incidere nel sarcofago vuoto della martire l’iscrizione che esprimeva la speranza del ritorno delle reliquie da Venezia. Morì in carica nel 1919 ed è sepolto nel Duomo di Siracusa, sotto un monumento dello scultore Sebastiano Agati. Gli è intitolata una via della città.
Origini e formazione
Luigi Bignami nacque a Milano il 28 giugno 1862. Le fonti accessibili non documentano i nomi dei genitori né la parrocchia di battesimo. Compì gli studi ecclesiastici nei seminari dell’arcidiocesi ambrosiana e fu ordinato sacerdote il 9 novembre 1884, a ventidue anni, entrando nel clero di Milano.
Negli anni del ministero milanese fu tra i sacerdoti incaricati delle conferenze settimanali di storia ecclesiastica istituite al Collegio San Carlo di Milano sotto la direzione di Pasquale Morganti. Secondo la voce dedicata a Morganti nel Dizionario Biografico degli Italiani, quelle conferenze erano affidate ad Achille Ratti, futuro papa Pio XI, e al futuro arcivescovo di Siracusa Luigi Bignami: i due condivisero così l’ambiente formativo del clero ambrosiano di fine Ottocento.
Prevosto di San Lorenzo a Milano (1896-1905)
Dal 1896 al 1905 Bignami fu prevosto della Basilica di San Lorenzo Maggiore a Milano, la più antica chiesa paleocristiana della città e una delle sue basiliche palatine. L’incarico, che lo poneva alla guida di una delle principali comunità parrocchiali ambrosiane, precedette immediatamente la chiamata episcopale. Nella cronotassi dei prevosti egli succedette a Giovan Battista Thomas (prevosto dal 1877 al 1895) e fu seguito da Carlo Rigogliosi (1906-1932). Gli incarichi ricoperti tra l’ordinazione (1884) e l’inizio del prevostato non sono documentati dalle fonti disponibili.
Nomina e consacrazione (1905-1906)
L’11 dicembre 1905 papa Pio X nominò Bignami arcivescovo metropolita di Siracusa; lo stesso giorno il predecessore Giuseppe Fiorenza rassegnava le dimissioni dalla sede. La nomina di un sacerdote ambrosiano a una sede meridionale si inseriva nella politica di Pio X di assegnare vescovi settentrionali alle diocesi del Sud: secondo gli studi, la quota di nomine episcopali extraregionali in Italia salì dal 37,5 per cento del 1903 al 60 per cento circa del 1914.
La consacrazione episcopale ebbe luogo il 14 gennaio 1906, secondo le fonti nella stessa Basilica di San Lorenzo di cui Bignami era stato prevosto, per mano del cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano e suo superiore gerarchico, oggi beato. I co-consacranti furono Carlo Castelli, vescovo di Bobbio, degli Oblati dei Santi Ambrogio e Carlo, e Giovanni Mauri, vescovo titolare di Famagosta e ausiliare di Milano, entrambi consacrati dallo stesso Ferrari pochi mesi prima: la cerimonia ebbe così carattere interamente ambrosiano.
Il governo della diocesi (1905-1919)
L’episcopato di Bignami, durato quattordici anni, si svolse in un periodo segnato dalla crisi modernista (l’enciclica Pascendi Dominici Gregis del 1907 e il giuramento antimodernista imposto dal motu proprio Sacrorum Antistitum del 1910), dal terremoto di Messina del 1908 che colpì duramente la Sicilia orientale e dalla Prima guerra mondiale. Dello stile pastorale dell’arcivescovo resta una testimonianza nella biografia di Giuseppe Agnello, futuro storico dell’arte paleocristiana siracusana: il Dizionario Biografico degli Italiani ricorda che nel 1910 Agnello poté lasciare il seminario di Siracusa con la manifesta comprensione di Bignami, che ne riconobbe l’assenza di vocazione sacerdotale senza imporgli costrizioni.
Sul piano edilizio l’arcivescovo promosse vasti lavori di restauro del Duomo di Siracusa, con l’obiettivo di liberare la cattedrale dagli stucchi tardo-barocchi e recuperare le linee originarie dell’antico tempio greco di Atena inglobato nell’edificio. I lavori, avviati sotto il suo episcopato nella fase 1912-1915 (con interventi sulla Cappella del Santissimo Sacramento e l’avvio del restauro filologico della Cappella della Madonna della Neve), proseguirono dopo la sua morte e si conclusero con la riconsacrazione del Duomo il 9 gennaio 1927.
Bignami diede spazio alle congregazioni religiose. Il 4 maggio 1911, in visita a Monterosso Almo, benedisse la nuova istituzione delle Suore Orsoline della Sacra Famiglia, comunità nata il 2 febbraio 1908 per iniziativa di Rosa Roccuzzo, Arcangela Salerno, Giovanna Giaquinta, Cristina Inzinga e Giuseppa Inzinga; sostenne le fondatrici, chiamandole «gigli della montagna» e incoraggiandole a partecipare nel maggio 1913 a un corso di esercizi spirituali della Compagnia di Sant’Orsola a Palermo. L’11 novembre 1915 concesse all’istituto il riconoscimento canonico diocesano. Il 13 giugno 1919, uno degli ultimi atti del suo episcopato, accolse a Siracusa i frati Cappuccini, espulsi nel 1866 dalle leggi eversive, ospitandoli in un ospizio messo a disposizione dall’arcivescovado.
Il culto di Santa Lucia
Bignami dedicò particolare attenzione al culto di Santa Lucia, patrona di Siracusa, e ai luoghi del suo martirio. Nel 1912 dispose lo smontaggio dell’antico altare barocco nel tempietto del Sepolcro, nella Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, facendo collocare la statua marmorea giacente della santa, opera di Gregorio Tedeschi (1634), al riparo entro una teca di vetro sotto la mensa. Nello stesso anno, durante i lavori alla cappella sepolcrale, fece incidere nel sarcofago vuoto delle catacombe l’iscrizione «Lucia sponsa Christi, omnis plebs te expectat» («Lucia sposa di Cristo, tutto il popolo ti attende»), trasformando in segno permanente la speranza secolare del ritorno delle reliquie, custodite a Venezia dal 1204 e tornate a Siracusa solo nel 2004.
Nel gennaio 1915 Bignami restituì formalmente la chiesa e il Sepolcro di Santa Lucia ai Frati Minori, custodi del luogo del martirio fin dal Seicento ma privati della gestione formale dopo le soppressioni ottocentesche. Il 19 dicembre 1913 aveva riconsacrato la Rotonda del Sepolcro, come ricorda un’iscrizione latina ancora presente sul luogo.
Vescovi consacrati
Come arcivescovo metropolita, Bignami prese parte alla consacrazione di alcuni vescovi. Fu fra i consacranti di Angelo Portelli, domenicano, vescovo titolare di Selinonte e ausiliare di Malta (14 maggio 1911), e di Giuseppe Vizzini, vescovo di Noto (14 settembre 1913). L’8 settembre 1918 fu co-consacrante, nella Cattedrale di Catania, di Giovanni Iacono, consacrato vescovo di Molfetta e in seguito vescovo di Caltanissetta.
Morte
Luigi Bignami morì a Siracusa il 27 dicembre 1919, in carica, a cinquantasette anni. Alla sua morte la sede rimase vacante per circa sedici mesi. Il 5 agosto 1920 Benedetto XV nominò arcivescovo di Siracusa Salvatore Bella, già vescovo di Foggia, ma la nomina non ebbe effetto e Bella fu trasferito ad Acireale nel dicembre 1920. Solo il 13 aprile 1921 la cattedra fu affidata al successore Giacomo Carabelli.
Sepoltura

Bignami è sepolto nella Cappella del Santissimo Sacramento del Duomo di Siracusa, detta anche Cappella Torres dal vescovo Juan de Torres che la fece erigere nel 1616 su progetto di Giovanni Vermexio, e considerata fra le più pregevoli della cattedrale per la sua decorazione. Il monumento funebre, posto sul lato sinistro della cappella, fu realizzato negli anni successivi alla morte dallo scultore Sebastiano Agati (Siracusa, 1872-1949), architetto, archeologo e storico dell’arte siracusano, collaboratore di Paolo Orsi e della Regia Soprintendenza: l’affidamento dell’opera a una figura di tale rilievo testimonia la considerazione di cui l’arcivescovo godeva in città. La sua collocazione è distinta da quella dei due successori, Carabelli e Baranzini, sepolti invece nella Cappella del Crocifisso dello stesso Duomo.
Memoria

A Siracusa è dedicata a Bignami via Luigi Bignami, che ospita l’ingresso della Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, una delle chiese su cui egli era intervenuto. Nel ventesimo anniversario della morte, il 27 dicembre 1939, i Siracusani gli posero una lapide commemorativa, a Ortigia, con una dedica che ne riassumeva il profilo: «nell’esercizio dell’episcopato, sull’esempio di Marciano e di Ambrogio, non smarrì mai l’autorità nell’amore, mai l’amore nell’autorità; diè la mano ai caduti, confirmò i vacillanti, ebbe per tutte le miserie della vita larghezze di cuore». Alla sua figura è dedicata una biografia, Un vescovo milanese-siciliano: monsignor Luigi Bignami arcivescovo di Siracusa, scritta dal sacerdote Vincenzo Maraschi e pubblicata a Milano dall’editore Gasparini nel 1942, con la presentazione del futuro arcivescovo di Siracusa Ettore Baranzini.
Genealogia episcopale
La successione apostolica di Bignami passa per il consacrante principale, il cardinale Andrea Carlo Ferrari (consacrato vescovo nel 1890 dal cardinale Lucido Maria Parocchi), e risale, attraverso Costantino Patrizi Naro e Carlo Odescalchi, alla linea episcopale del cardinale Scipione Rebiba, comune alla grande maggioranza dei vescovi cattolici.
Cronologia
- 28 giugno 1862: nascita a Milano
- 9 novembre 1884: ordinazione sacerdotale, arcidiocesi di Milano
- 1896-1905: prevosto della Basilica di San Lorenzo Maggiore a Milano
- 11 dicembre 1905: nomina ad arcivescovo metropolita di Siracusa da papa Pio X
- 14 gennaio 1906: consacrazione episcopale dal cardinale Andrea Carlo Ferrari
- 14 maggio 1911: tra i consacranti del vescovo Angelo Portelli
- 4 maggio 1911: benedice le Suore Orsoline della Sacra Famiglia a Monterosso Almo
- 1912: riordina il tempietto del Sepolcro di Santa Lucia e fa incidere l’iscrizione nel sarcofago vuoto
- 14 settembre 1913: tra i consacranti del vescovo di Noto Giuseppe Vizzini
- 19 dicembre 1913: riconsacra la Rotonda del Sepolcro di Santa Lucia
- gennaio 1915: restituisce la Basilica di Santa Lucia al Sepolcro ai Frati Minori
- 11 novembre 1915: riconoscimento canonico diocesano delle Suore Orsoline della Sacra Famiglia
- 8 settembre 1918: co-consacrante del vescovo Giovanni Iacono a Catania
- 13 giugno 1919: accoglie i frati Cappuccini di ritorno a Siracusa
- 27 dicembre 1919: muore a Siracusa, in carica, a 57 anni
- 1942: pubblicazione della biografia di Vincenzo Maraschi, con presentazione di Ettore Baranzini
Note e documentazione
Le fonti accessibili non documentano i dati della famiglia di origine né gli incarichi ricoperti a Milano tra l’ordinazione (1884) e l’inizio del prevostato di San Lorenzo (1896). La biografia di Maraschi (1942), non digitalizzata, resta la fonte più ampia sulla sua vita. Bignami è registrato nei principali repertori di autorità: Wikidata Q3839339, VIAF 304912008, ISNI 0000 0004 1617 9711, SBN PBEV008800, Bibliothèque nationale de France 10936041c, Biblioteca Apostolica Vaticana 495/196376, IdRef 254038549. Va distinto dall’omonimo pittore Luigi Bignami, vissuto nell’Ottocento.
Fonti
- Voce Luigi Bignami (arcivescovo), in Wikipedia: it.wikipedia.org.
- Luigi Bignami, in Wikidata: wikidata.org/wiki/Q3839339.
- Arcidiocesi di Siracusa, cronotassi degli arcivescovi, in GCatholic: gcatholic.org.
- Voci Pasquale Morganti e Giuseppe Agnello, in Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani: treccani.it.
- Cronotassi dei prevosti della Basilica di San Lorenzo (Milano), in Wikipedia: it.wikipedia.org.
- Suore Orsoline della Sacra Famiglia di Siracusa, Storia della fondazione: suoreorsolinedisiracusa.it.
- Arcidiocesi di Siracusa, Storia (iscrizione sul Sepolcro di Santa Lucia): arcidiocesi.siracusa.it.
- Vincenzo Maraschi, Un vescovo milanese-siciliano: monsignor Luigi Bignami arcivescovo di Siracusa, Milano, Gasparini, 1942 (presentazione di Ettore Baranzini), SBN BID CUB0397941.
Voci correlate
- Giacomo Carabelli, arcivescovo successore
- Ettore Baranzini, arcivescovo di Siracusa dal 1933 e autore della presentazione alla sua biografia
- Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, oggetto dei suoi interventi del 1912-1915
- Corpo di Santa Lucia
- Cappella del Santissimo Sacramento, luogo della sepoltura
- Elenco dei vescovi e arcivescovi di Siracusa
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