Fonte Aretusa

Sorgente carsica d’acqua dolce a Ortigia, oggetto del mito di Aretusa e Alfeo, simbolo di Siracusa.
Aggiornato in data 1 Maggio 2026 da Alessandro Calabrò
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Fonte Aretusa

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Questa voce riguarda la sorgente d'acqua dolce sull'isola di Ortigia. Per la ninfa della mitologia greca, si veda Aretusa (mitologia). Per altre sorgenti omonime nel Mediterraneo antico, si veda Aretusa (disambigua).
MonumentoFonte Aretusa
Veduta panoramica della Fonte Aretusa dal belvedere di Largo Aretusa, con il bacino semicircolare e i papiri.
Veduta panoramica del bacino dal belvedere di Largo Aretusa. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.
Dati identificativi
DenominazioneFonte Aretusa
Altre denominazioniFontana Aretusa, "a funtana re papiri" (siciliano), An Nabbudi (arabo medievale)
TipologiaSorgente carsica costiera
IndirizzoLargo Aretusa, Ortigia, 96100 Siracusa
QuartiereOrtigia, rione Marina
Coordinate37°03'26,12"N, 15°17'34,48"E
Caratteristiche fisiche
OrigineSorgente carsica della falda iblea, emergenza a riva di mare
Bacino attualeSemicircolare, circa 25 x 18 m
Portata storicaCirca 200 litri al secondo
AcquaDolce, salmastra dal 1169
Vegetazione caratteristicaCyperus papyrus subsp. siculus
FaunaAnatre, oche, pesci d'acqua dolce
Tutela
Patrimonio UNESCOSito 1200 "Siracusa e necropoli rupestri di Pantalica" (2005)
Tutela italianaBene culturale italiano
GestioneComune di Siracusa, concessionaria Civita Sicilia
Identificativi
WikidataQ3747483
OpenStreetMapway/27286241
Pleiades462101
GeoNames10344480
La Fonte Aretusa è una sorgente naturale d'acqua dolce situata sulla punta meridionale dell'isola di Ortigia, a Siracusa, a pochi metri dalla riva del mare. È una delle pochissime emergenze carsiche del Mediterraneo che restituisce acqua dolce direttamente accanto a un litorale marino, alimentata dalla falda freatica iblea che attraversa il sottosuolo del Porto Grande prima di riemergere a Ortigia. La fonte costituisce uno dei luoghi più antichi e simbolici di Siracusa: la sua presenza fu condizione necessaria per la fondazione greca della città nel 734 a.C. e ha generato uno dei miti più celebri dell'antichità, quello della ninfa Aretusa e del dio fluviale Alfeo, narrato fra gli altri da Pindaro, Virgilio e Ovidio. Dal Cinquecento il bacino è stato progressivamente artificializzato, fino al rifacimento ottocentesco che ne ha definito l'attuale forma semicircolare. Custodisce una colonia di Cyperus papyrus, unica in Europa insieme alla vicina Fonte Ciane, e ospita una piccola popolazione di anatre e oche residenti. È inserita dal 2005 nel sito UNESCO "Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica" ed è oggi visitabile dal belvedere gratuitamente o, con biglietto, dal camminamento interno gestito dalla concessionaria Civita Sicilia.

Mitologia

Aretusa, ninfa di Artemide

Aretusa (in greco antico Ἀρέθουσα, "che irrora abbondantemente") è una ninfa della mitologia greca. Le fonti antiche le attribuiscono una doppia genealogia: nella tradizione prevalente è figlia di Nereo e di Doride, una delle Nereidi marine secondo Esiodo (Teogonia, vv. 240-264) e Omero (Iliade XVIII; Odissea XIII, 478-482); nella versione di Ovidio è invece una Naiade, originaria di Pisa nell'Elide, seguace di Artemide cacciatrice. Nelle due tradizioni Aretusa è vergine e devota alla dea, e la sua trasformazione in fonte si lega proprio alla difesa del voto di castità.

Alfeo, dio fluviale dell'Elide

Alfeo (Ἀλφειός) è un dio fluviale, figlio di Oceano e di Teti secondo Esiodo (Teogonia 337-370). Nella geografia reale è il fiume più importante del Peloponneso, che attraversa Arcadia ed Elide e sfocia nel Mar Ionio nei pressi di Olimpia. Nelle versioni del mito è un cacciatore (Pausania) o un dio che assume forma umana per inseguire la ninfa.

Le tre versioni del mito

Le fonti antiche conservano almeno tre redazioni della vicenda:

  • Versione greca arcaica, nota da Pausania (Periegesi V, 7, 2-3): Alfeo è un cacciatore innamorato della cacciatrice Aretusa; la ninfa lo rifiuta, fugge in Sicilia sull'isola di Ortigia e vi si trasforma in fonte, mentre Alfeo viene mutato in fiume per amore.
  • Versione ellenistica: Aretusa è ninfa di Artemide e si bagna nel fiume Alfeo in Olimpia; il dio fluviale, invaghitosi, prende forma di giovane e la insegue. Lei invoca Artemide, che la avvolge in una nube, la trasforma in sorgente e la fa sprofondare nel sottosuolo, sino a riemergere a Ortigia. Per intercessione di Zeus, Alfeo può attraversare lo Ionio sotto il fondale e mescolare le sue acque con quelle dell'amata.
  • Versione romana, raccontata da Ovidio (Metamorfosi V, 487-641): Aretusa stessa narra a Cerere il proprio mito. Lo schema è quello ellenistico, con dettagli psicologici nuovi (la fatica della fuga, la nube protettiva, le "gocce azzurre" sul corpo trasformato). Versi celebri sono il "fer opem, deprendimur, armigerae, Diana, tuae" (v. 618-620, "aiuto, mi prende; aiuta, Diana, la tua scudiera") e la chiusa: "Diana squarciò allora il suolo ed io, sommersa in ciechi baratri, giungo qui a Ortigia".

Una tradizione minore, riferita da Plutarco e da Pausania (V, 14, 5), vuole che Alfeo si fosse innamorato di Artemide stessa, e che la dea sia fuggita a Letrini in Elide coprendosi col fango per non essere riconosciuta: da qui il tempio di Artemide Alphaea e l'altare comune dei due numi a Olimpia.

Diana e Artemide come protettrici

Artemide-Diana è il vero motore della trasformazione: dea vergine, custode delle ninfe e signora delle acque (epiteto Alpheia), interviene per difendere il voto di castità di Aretusa. Pindaro nell'incipit della Nemea I chiama Ortigia "santo respiro di Alfeo, gemma di Siracusa, sede di Artemide-Alphaea": il legame fra la ninfa, il dio fluviale e la dea cacciatrice è dunque centrale nell'identità religiosa dell'isola, dove sorgeva l'Artemision sotterraneo riportato in luce sotto Palazzo Vermexio nel 1910 da Paolo Orsi.

Esperimenti antichi: la coppa di Olimpia e i sacrifici di tori

Tre fenomeni "di prova" venivano addotti dagli antichi per dimostrare il viaggio sotterraneo di Alfeo. Pausania e Strabone riferiscono di una coppa lanciata nell'Alfeo a Olimpia che sarebbe riemersa nelle acque della fonte siracusana. Strabone (Geografia VI, 2, 4), riportando Timeo di Tauromenio, racconta che durante i sacrifici di tori celebrati a Olimpia le acque dell'Aretusa si intorbidavano e si tingevano di rosso per il sangue: lo stesso geografo esprimeva però scetticismo sulla plausibilità fisica del racconto. Una variante tarda parlava di residui dei sacrifici riemergenti a Ortigia.

Storia

Vista d'angolo della Fonte Aretusa con la balaustra del belvedere che incontra il mare aperto.
La Fonte Aretusa vista dall'angolo nord-ovest, dove il belvedere incontra il Lungomare Alfeo e il mare aperto. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

Età greca arcaica e fondazione di Siracusa (734 a.C.)

La presenza della sorgente d'acqua dolce sull'isola fu condizione necessaria per la fondazione coloniale di Siracusa. Secondo Pausania (Periegesi VIII, 54, 3), la Pizia di Delfi rispose ad Archia di Corinto, ecista discendente degli Eraclidi, indicandogli "un'isoletta, Ortigia, in mezzo al fosco mare, di contro alla Trinacria, dove la bocca dell'Alfeo sgorga mista alla polla d'Aretusa bella". Strabone aggiunge che Archia consultò Delfi insieme a Miscello: ad Archia toccò Siracusa (la "ricchezza"), a Miscello la fondazione di Crotone (la "salute"). La datazione tucididea della fondazione è il 734-733 a.C.

Il volto di Aretusa diventa rapidamente l'emblema iconografico della città: Pindaro, ospite di Gerone I, celebra Siracusa come "città di Aretusa" nelle Olimpiche e nelle Pitiche; Teocrito di Siracusa la invoca negli Idilli I e XVI; Mosco di Siracusa, suo discepolo, scrive un componimento "L'Alfeo ed Aretusa" considerato fra i testi più dolci della tradizione bucolica greca.

Età classica e romana

Sotto Gerone II la fonte fu inserita nell'area del palazzo reale ("qua praetores uti solent", scriveva Cicerone). Diodoro Siculo (V, 4) descrive le sue acque come "ricche di pesci sacri e intoccabili" consacrati ad Artemide. Nelle Verrine Cicerone fornisce la descrizione antica più completa: nel De signis (II, 4, 118) la fonte è "fons aquae dulcis, cui nomen Arethusa est, incredibili magnitudine, plenissimus piscium, qui fluctu totus operiretur nisi munitione ac mole lapidum diiunctus esset a mari" ("una fonte di acqua dolce di nome Aretusa, di incredibile vastità, stracolma di pesci, che sarebbe ricoperta dalle onde se non fosse separata dal mare da una fortificazione e da una mole di pietre"). Il palazzo già di Gerone, e in seguito occupato da Caio Verre propretore (73-71 a.C.), si trovava in immediata adiacenza.

L'episodio storico più celebre legato alla fonte è la presa romana di Siracusa nel 212 a.C., narrata da Tito Livio (XXV, 23-24 e XXVI, 30). Marco Claudio Marcello entrò nell'Acradina sfruttando il tradimento di Mericone (Merico), prefetto ispanico responsabile del settore difensivo "dalla Fonte Aretusa fino all'ingresso del Porto Grande": una quadrireme rimorchiò una nave carica di legionari fino alla porta presso la fonte (la Porta Aretusa nelle mura), aperta all'alba dal traditore.

Età medievale: il terremoto del 1169 e Edrisi

Durante la dominazione araba (878-1086) il geografo Muhammad al-Idrīsī descrive la fonte nel Libro del re Ruggero (commissionato da Ruggero II nel 1138-1139) come "meravigliosa sorgente che s'appella An Nabbudi", dal nome arabo della pianta di papiro che vi cresceva.

L'evento che muta in modo permanente le caratteristiche idrologiche della fonte è il terremoto del 1169: la sorgente si prosciuga per alcuni giorni e, al ritorno dell'acqua, questa si presenta in modo permanente salmastra. È la prima testimonianza documentata di salinizzazione, conseguenza del contatto con la falda marina infiltrata attraverso il fondale dopo lo scuotimento sismico. Nel 1506 la fonte scompare temporaneamente, dando origine ad altre sorgenti minori del territorio; nel 1623 le acque crescono "fuori misura" per tre giorni.

Età moderna: bastioni spagnoli, 1693 e Caravaggio

Nel 1540 Carlo V ordinò il rafforzamento delle strutture militari di Ortigia: la fonte venne inglobata nel sistema bastionato spagnolo (bastione di Santa Maria della Porta), con riduzione del bacino di circa duecento metri. Il grande lago descritto da Tommaso Fazello in De rebus Siculis decades duae (1558), "di ottava parte di un miglio di circonferenza", fu spezzato in più rivi a servizio delle concerie di pelle, mentre la fonte degli Schiavi assorbiva parte della funzione idrica civile. Nel 1613 Vincenzo Mirabella e Alagona ne fissa l'aspetto nelle Dichiarazioni della pianta dell'antiche Siracuse (Napoli), in nove tavole.

Nell'ottobre 1608 Caravaggio, in fuga da Malta, è a Siracusa. Vincenzo Mirabella lo accompagna alle Latomie e in quella visita il pittore conia l'espressione "Orecchio di Dionisio" per la grotta della Favella. Il soggiorno aretuseo lascia il Seppellimento di Santa Lucia; non risultano testimonianze dirette di una sosta caravaggesca al bacino di Aretusa, allora deturpato dalle concerie e dai bastioni.

Il terremoto del Val di Noto del 1693 arrossa e diminuisce nuovamente le acque, fa crollare la chiesa e il campanile di Santa Maria della Porta, mai più ricostruiti. Una testimonianza coeva registra: "il fonte Aretusa per alcune settimane mandò le sue acque tanto salmastre, che li cittadini non sene poterno servire".

Settecento: Riedesel, Denon, Landolina, Nelson

Nel Settecento la fonte si presenta come un lavatoio popolare. Nel 1767 il diplomatico tedesco Johann Hermann von Riedesel, in Reise durch Sicilien und Grossgriechenland, ne offre la descrizione disilludente che diverrà famosa: "alcuni miseri avanzi della celebre Aretusa [...] non è altro che una povera struttura, che riceve da due aperture una buona quantità d'acqua, ma di un sapore alquanto salato, che denota aver comunicazione col mare; oggi non serve ad altro che a lavare i panni degli abitanti di Siracusa". Goethe nel Viaggio in Italia (1787) non visita Siracusa: porta con sé Riedesel come "breviario di viaggio" ed è dissuaso dai pericoli sanitari del territorio.

Nel 1778 il barone Dominique Vivant Denon (futuro direttore del Louvre) sbarca in Sicilia ed è accolto a Siracusa da Saverio Landolina e dal vescovo Alagona; nelle annotazioni del suo Voyage en Sicile (Parigi, 1788) registra il flusso d'acqua verso le concerie e i frammenti murari romani vicino alla fonte. Tra il 1780 e il 1781 lo stesso Saverio Landolina (Catania, 17 febbraio 1743 - Siracusa, 1814), seguendo le indicazioni di Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia, riesce a fabbricare i primi fogli di carta papiracea usando la pianta che cresce alla fonte e al fiume Ciane: rilancia così, a distanza di secoli, la manifattura del papiro a Siracusa, "a funtana re papiri" nella parlata locale.

Nel giugno-luglio 1798 l'ammiraglio Horatio Nelson, in rotta verso l'Egitto, fa scalo a Siracusa per rifornire la flotta inglese. In una lettera al Senato siracusano del 22 luglio scrive: "Avendo attinto alla Fonte Aretusa, la vittoria non ci può mancare". Il 1° agosto 1798, nella battaglia del Nilo ad Abukir, annienta la flotta francese e blocca le truppe di Napoleone in Egitto. Tornato a Siracusa, Nelson otterrà cittadinanza onoraria e una medaglia d'oro.

Ottocento: la demolizione dei bastioni e il restauro del 1843-1847

Il volto attuale della fonte risale agli anni 1843-1847, durante l'amministrazione del sindaco barone Borgia. Vengono demoliti i bastioni spagnoli che ne nascondevano la vista; sulle fondamenta del fortino si crea il Belvedere; il bacino assume la forma semicircolare attuale, abbellita di papiro siracusano, pesci e uccelli acquatici, ringhiere e pilastri intagliati. Nel 1856 una documentata inondazione altera temporaneamente il bacino. Nel 1864 sui gradini del Tempio di Apollo è scoperta l'iscrizione greca arcaica con dedica a Kleomenes Knidieidas; nello stesso decennio la Topografia archeologica di Siracusa di Francesco Saverio Cavallari, Adolf Holm e Cristoforo Cavallari (Palermo, Tipografia del Giornale "Lo Statuto", 1883) inquadra la fonte nel disegno urbanistico antico. Nel 1870 una serie di anni di scarsa precipitazione fa scomparire temporaneamente le acque.

Novecento: archeologia, papiro, prosciugamenti

Nel 1910 Paolo Orsi riporta in luce sotto Palazzo Vermexio l'Artemision: il tempio sotterraneo di Artemide, contemporaneo dei più antichi cantieri ionici dell'Asia Minore, in correlazione cultuale diretta con la fonte. Gli scavi novecenteschi di Gino Vinicio Gentili e Paola Pelagatti (1964-1969) ne completano la documentazione. La manifattura del papiro continua: tra il 1800 e i primi del Novecento producono carta i Politi (Giuseppe, Vincenzo, Salvatore, Michelangelo), Felice Valerio, Riccardo ed Elisa Zunke; nel 1922 nasce la cooperativa "La Concordia" con direzione tecnica di Giovanni Naro; nel 1926 le subentra "L'Aretusea", diretta da Amelia Naro.

L'opera di sintesi geo-storica di Luigi Mauceri (Siracusa, 1850 - Roma, 1940), pubblicata a Torino nel 1939, riconosce la fonte come una delle emersioni della falda iblea, alimentata insieme alla Fonte Ciane e all'Anapo. Nel 1957 una nuova inondazione altera il bacino; tra gli anni Sessanta e Settanta l'emungimento abusivo dai pozzi di Ortigia riduce drasticamente la portata, portando la fonte a fasi di semi-abbandono. Negli anni Ottanta-Novanta, durante restauri di consolidamento statico, viene riportato in luce un affresco databile attorno al 1200 che raffigura un Crocifisso con la Vergine e san Giovanni, sottostante a un altro lacerto noto come "Crocifisso miracoloso", testimonianza del passaggio bizantino nella zona.

Crisi contemporanea e gestione (2002-2026)

Tra il 2002 e il 2008 il Museo del Papiro monitora e riqualifica il papireto della fonte; nel 2005 il Comune di Siracusa nomina ufficialmente Corrado Basile "tutore" della vegetazione, che da uno stato iniziale di "preoccupante deperimento e depauperamento" torna "rigogliosa e fitta". Nel 2018-2019, in seguito a un nuovo declino vegetativo, la concessionaria Civita Sicilia chiede la collaborazione del Museo del Papiro: si effettuano trapianti e interventi annuali di manutenzione.

Il 6 agosto 2019 la fonte riapre al pubblico con un nuovo percorso di visita interno, frutto del progetto degli architetti Francesco Santalucia, Viviana Russello e Domenico Forcellini in collaborazione con la Struttura Didattica Speciale di Architettura di Siracusa. L'audioguida è disponibile in cinque lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, cinese mandarino) con le voci di Isabella Ragonese, Sergio Grasso e Stefano Starna del gruppo Orpheo. I bambini siracusani vengono nominati "Custodi della Fonte". Il 10 luglio 2021, in piena ripartenza post-pandemica, l'artista Mauro Balletti presenta nell'ambito dell'Ortigia Film Festival la videoinstallazione D'amore e di Luce, proiettata sulle pareti circolari della fonte. Il 6 febbraio 2023 cominciano i lavori di riqualificazione di Largo Aretusa, finanziati con 320.000 euro di fondi della Regione Siciliana e progettati dal designer Giuseppe Scalora con simboli ispirati ad Archimede (spirale, triangoli, semisfera, monoliti, quattro specchi sulla balaustra esterna lato mare); l'inaugurazione è del 22 dicembre 2023.

Negli anni successivi le criticità del bacino si fanno ricorrenti: il 26 maggio 2025 il consigliere comunale Michele Mangiafico (Civico 4) accusa l'amministrazione di aver distrutto i nidi di anatre e oche durante un intervento di pulizia; l'assessore Giuseppe Gibilisco respinge le accuse sostenendo che l'intervento ha riguardato solo le pareti perimetrali. Nel marzo 2026 un articolo de La Sicilia a firma Monica Cartia segnala il rischio di sopravvivenza dei papiri, denunciando rifiuti, qualità dell'acqua incerta, accumulo di detriti e proliferazione di bisce, ratti e insetti. La causa principale viene individuata nella siccità prolungata e nei lavori del Ponte Santa Lucia (terzo ponte), che hanno disturbato l'acquifero locale; durante alcuni cantieri l'acqua si è temporaneamente azzerata, sostituita con acqua municipale.

Geologia, struttura e ambiente

Geologia e idrologia

La Fonte Aretusa è una sorgente carsica alimentata dalla falda freatica iblea profonda. L'acqua, prodotta dalle precipitazioni assorbite dai monti Iblei (spartiacque a Monte Lauro, 986 m), viaggia sotto il fondale del Porto Grande lungo strati impermeabili di argille quaternarie, riemergendo a Ortigia "a pochi metri dal mare". La stessa falda alimenta la Fonte Ciane (sorgenti Pisma e Pismotta presso Cozzo Pantano) e l'Anapo. Ortigia è geologicamente un horst (rilievo strutturale) risparmiato dalla subsidenza del fondale ionico; il sistema di faglie complesse, orientato prevalentemente NE-SO e NO-SE, interagisce con gli acquiferi causando fenomeni di sifonamento e risalita. La portata storica è di circa 200 litri al secondo (di un sistema idrico complessivo di Ortigia che raggiunge gli 800), con doppia bocca di emersione e sapore lievemente salmastro dovuto al contatto col mare dal 1169.

Nel 2023 uno studio internazionale (Università di Malta, Roma Tre, INGV, Bologna, Monterey Bay Aquarium Research Institute) pubblicato su Nature Communications Earth & Environment ha individuato sotto i Monti Iblei una falda acquifera di 17,3 km3 nelle rocce carbonatiche del Triassico Superiore, fra 800 e 2.100 metri di profondità: una scoperta potenzialmente rilevante per affrontare la crisi idrica regionale.

Dettaglio del muro perimetrale interno della Fonte Aretusa con archetti in pietra calcarea, ficus rampicante e palma.
Muro perimetrale interno con gli archetti, il ficus rampicante e la palma. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

Bacino e struttura

Il bacino attuale è semicircolare, di circa 25 x 18 metri, definito dal restauro del 1843-1847. Il muro perimetrale interno, in pietra calcarea bianca di Siracusa, è scandito da una serie di archetti ciechi a tutto sesto in conci squadrati, in parte coperti da rampicanti di ficus e da vegetazione spontanea. Sul fondo, l'acqua emerge dalle due bocche storiche descritte fin dal Settecento. La profondità della falda nel sottostante Porto Grande è stimata in circa 27 metri sotto il livello del mare.

Belvedere e Largo Aretusa

Belvedere di Largo Aretusa con il bacino della Fonte Aretusa e i palazzi storici della Marina di Ortigia.
Il belvedere di Largo Aretusa, con i palazzi storici della Marina di Ortigia sullo sfondo. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

Il belvedere ottocentesco, costruito sulle fondamenta del bastione demolito nel 1847, è oggi uno dei punti panoramici più frequentati di Ortigia e si affaccia da nord-ovest sul bacino. La balaustra in ferro battuto verde corre lungo tutto il perimetro accessibile gratuitamente; al centro dello slargo, dopo la riqualificazione del 2023 progettata da Giuseppe Scalora, si trovano elementi simbolici archimedei (spirale, triangoli, semisfera, monoliti) e quattro specchi sulla balaustra lato mare che riflettono il Castello Maniace. Lo spazio confina con il Lungomare Alfeo, da cui si accede direttamente al mare.

Scultura di Alfeo e Aretusa

Scultura bronzea di Alfeo e Aretusa di Biagio Poidomani, 1992: gruppo bronzeo verde-ossidato che raffigura i due abbracciati.
La scultura bronzea di Alfeo e Aretusa, opera di Biagio Poidomani (1992), nel giardinetto adiacente al belvedere. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

Sul giardinetto adiacente al belvedere, nei pressi del ficus monumentale, si trova un grande gruppo bronzeo raffigurante Alfeo e Aretusa abbracciati: l'opera, donata alla città nel 1992 dallo scultore Biagio Poidimani, è oggi parte integrante della percezione urbana del sito e raffigura il momento dell'incontro mitologico tra il dio fluviale e la ninfa, eternato da Ovidio nel V libro delle Metamorfosi. Il bronzo è acquistato la patina verde-azzurrata propria dell'ossidazione naturale.

Il ficus monumentale

Grande ficus monumentale di Largo Aretusa, piantato nel Settecento, con poderose radici aeree.
Il ficus monumentale piantato nel Settecento, recintato e tutelato a Largo Aretusa. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

Il giardinetto di Largo Aretusa ospita un imponente ficus monumentale piantato nel Settecento (sarebbe quindi tra gli alberi storici di Ortigia), oggi protetto da una recinzione metallica bianca a causa della rilevanza naturalistica e della fragilità delle radici aeree. La chioma e l'apparato radicale aereo costituiscono uno degli elementi paesaggistici più riconoscibili del sito.

Ecosistema

Il papiro

Fonte Aretusa con il papireto rigoglioso che copre quasi metà del bacino e bus rosso AST sul belvedere.
Il papireto della Fonte Aretusa nei mesi di piena vegetazione. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

La fonte custodisce una colonia di Cyperus papyrus subsp. siculus, l'unica popolazione europea della specie insieme a quella della Fonte Ciane, di Fiumefreddo e (storicamente) del fiume Papireto a Palermo, oggi tombinato. Si tratta di una pianta erbacea palustre perenne, alta tra 2 e 5 metri, con culmi triangolari verde scuro, infiorescenze a ombrella e rizomi lignei sommersi. Le tre teorie sull'origine sono dibattute: pianta autoctona spontanea, dono di Tolomeo II Filadelfo a Gerone II nel III secolo a.C., o introduzione araba (IX-XI secolo).

La prima testimonianza scritta della pianta a Siracusa è del 1674, ad opera del botanico palermitano Paolo Silvio Boccone; la prima identificazione precisa nel Ciane risale al 1760 a Cesare Gaetani della Torre. Saverio Landolina, nel 1780-1781, fabbrica i primi fogli di carta papiracea moderna seguendo Plinio. Il Museo del Papiro "Corrado Basile", fondato nel 1987 nell'ex convento di Sant'Agostino in via Nizza 14, custodisce frammenti dal XV secolo a.C. all'VIII secolo d.C., manufatti, imbarcazioni in papiro dall'Etiopia e dal Lago Ciad, ed è incluso nel European Museum of the Year Award 1995.

L'ecosistema attuale è messo in difficoltà dalla siccità, dalla concorrenza con la cannuccia di palude (Phragmites australis) e dall'alterazione idrologica connessa ai cantieri del Ponte Santa Lucia. Il taglio annuale del papireto (in dialetto talora "kappa") serve a stimolare la rigenerazione del rizoma e a contenere la vegetazione morta.

Anatre, oche e fauna acquatica

Anatre e oche bianche e marroni nuotano nel bacino della Fonte Aretusa.
Anatre e oche residenti nel bacino della Fonte Aretusa. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

Da svariati decenni il bacino ospita una piccola colonia residente di anatre domestiche e oche, riconoscibili per dimensioni e piumaggio. La nidificazione avviene tipicamente fra fine inverno e primavera; il caso del 26 maggio 2025, con denuncia di Mangiafico (Civico 4) e replica dell'assessore Gibilisco, ha riportato l'attenzione sull'esigenza di una manutenzione rispettosa della cova. L'identità popolare del sito ne è influenzata: il nome dialettale "a funtana re papiri" gioca con l'ambiguità fra "papiri" piante e "papere" anatre.

Le acque ospitano inoltre pesci d'acqua dolce dai colori vivaci; nelle fonti antiche (Cicerone, Strabone, Diodoro) la fonte era citata per "una innumerabile quantità di pesci di insolita grandezza" sacri ad Artemide. L'ecosistema è la risultante di un sistema naturale (sorgente carsica) fortemente artificializzato nei contorni (muri, struttura concentrica): l'equilibrio fra cattura turistica, manutenzione e tutela dell'habitat è la sfida principale della gestione contemporanea.

Iconografia e identità

Numismatica antica: i tetradrammi e il decadrammo

La testa di Aretusa è il soggetto principale della monetazione siracusana dal V al III secolo a.C. Il tetradramma (4 dracme, argento) presenta sul dritto una quadriga con auriga e Nike in volo, e sul rovescio la testa della ninfa con legenda ΣΥΡΑΚΟΣΙΩΝ circondata da quattro delfini, simbolo della città marina. Il decadrammo (10 dracme), coniato dopo la vittoria di Imera (480 a.C.) e poi quella sulla flotta ateniese all'Asinaro (413 a.C.), è considerato il capolavoro assoluto della numismatica antica.

I maestri incisori firmavano le proprie opere: Cimone (Kimon), attivo fra il 415 e il 400 a.C., fu il primo a rappresentare la testa di Aretusa di fronte e non di profilo, con capelli sciolti come sott'acqua; Eveneto (Euainetos), attivo fra il 425 e il 385 a.C., realizza un decadrammo con la ninfa di profilo, capelli raccolti in sphendone e spighe di grano nell'acconciatura, considerato uno dei più bei volti femminili del mondo antico; Euclida introduce la rappresentazione di Atena in tre quarti. Esemplari di queste monete sono oggi al Museo Archeologico Paolo Orsi di Siracusa, al British Museum, alla Bibliothèque Nationale de France e al Museo Archeologico di Napoli.

La banconota italiana da 500 lire

La testa di Aretusa figurò sulla banconota italiana da 500 lire, emessa dal 20 giugno 1966 al 30 giugno 1980. Sul fronte la ninfa appariva accanto a delfini, aquile e serpenti che emergevano dall'acqua, con filigrana a cornucopie. La tiratura totale superò i 908 milioni di esemplari. È l'unica banconota repubblicana italiana ad aver raffigurato un soggetto della monetazione greca antica.

Stemma cittadino e logo Capitale della Cultura

Lo stemma del Comune di Siracusa è costituito da un'aquila dorata coronata che reca nel petto una fortezza e stringe fra gli artigli un fascio di fulmini, su scudo verde con sigla S.P.Q.S. (Senatus Populusque Syracusanus); fu concesso con regio decreto dell'8 dicembre 1942. Aretusa non figura nello stemma comunale ufficiale, ma compare nella bandiera della Provincia di Siracusa, che incorpora il decadrammo Demareteion. Nel 2024, per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura, il logo dell'agenzia Red Tomato presentava il profilo di Aretusa con capelli colore del mare che diventano un QR code, accompagnato dal claim "Città di Acqua e di Luce". Siracusa arrivò seconda dopo Pesaro.

Squadre sportive intitolate ad Aretusa

Il volto della ninfa ricorre nella vita sportiva siracusana:

  • Il Circolo Canottieri Ortigia 1928, nato come società di canottaggio il 15 aprile 1928, è oggi una delle principali squadre di pallanuoto italiane (Stella d'Oro al Merito Sportivo CONI 1979, due Coppe COMEN, due Coppe LEN, prima squadra siciliana ai gironi di Champions League nel 2020-2021).
  • L'Aretusa Pallanuoto nasce il 2 luglio 1949 come "Archia", rinominata "Aretusa" nel 1950; nel 1952 si fonde con il Canottieri Ortigia. Il primo allenatore dal 1951 fu Concetto Lo Bello (1924-1991), il celebre arbitro siracusano che diventerà parlamentare DC, sindaco di Siracusa per cinque mesi nel 1986 e detentore del record di 328 partite arbitrate in Serie A.
  • Il primo Siracusa Calcio nasce il 1° aprile 1924 come "Circolo Sportivo Tommaso Gargallo" sotto patrocinio della famiglia Gargallo, poi "Syracusae" (1930), "Aretusa" (denominazione informale dei tifosi).
  • L'ASD Pallamano Aretusa nasce nel luglio 2018 dal presidente Placido Villari; gioca al PalaLoBello.
  • La Polisportiva Aretusa di pallacanestro fu fondata il 16 aprile 1944 e disputò tre stagioni di Serie A fra 1962 e 1965.

Toponomastica, brand e patrimonio nominale

A Siracusa sono dedicati al mito: Largo Aretusa, indirizzo del monumento; il Lungomare Alfeo, in onore del dio fluviale; numerosi hotel, B&B e ristoranti (Aretusa Palace Hotel, Arethusa Suite del Grand Hotel Ortigia); l'Aretusa Park di Melilli, parco acquatico con undici attrazioni; la rivista letteraria Aretusa diretta da Francesco Flora, Fausto Nicolini e Carlo Muscetta tra il 1944 e il 1946 (definita "la prima rivista dell'Italia liberata", con collaboratori come Croce, Bassani, Montale, Sartre); l'Orchestra Sinfonica Aretusea fondata nel 2002 da Corrado Genovese; e il gruppo vocale Gli Armonici di Aretusa. Aretusa è anche il nome della nave idro-oceanografica costiera della Marina Militare (sigla 5304, classe Ninfe, varata nel 2000) e dell'asteroide 95 Arethusa, scoperto da Robert Luther il 23 novembre 1867. L'INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico), fondato nel 1913 da Mario Tommaso Gargallo, ha rappresentato uno spettacolo dedicato ad Alfeo ed Aretusa nelle Latomie del Parco Archeologico.

Letteratura

Autori antichi: da Pindaro a Pausania

Aretusa è uno dei soggetti più frequentati della letteratura greca e latina. Pindaro, ospite di Gerone I nel V secolo a.C., apre la Nemea I con l'invocazione a Ortigia "santo respiro di Alfeo, gemma di Siracusa, sede di Artemide-Alphaea, sorella di Delo"; nelle Pitiche II e III, dedicate a Gerone, celebra Siracusa come "città di Aretusa". Teocrito, padre della poesia bucolica e siracusano, la invoca negli Idilli I e XVI. Mosco di Siracusa (II secolo a.C.) le dedica un componimento dal titolo L'Alfeo ed Aretusa. Cicerone la celebra nelle Verrine. Virgilio apre la Bucolica X invocandola come musa: "Extremum hunc, Arethusa, mihi concede laborem"; nell'Eneide III, 692-696 descrive il viaggio sotterraneo di Alfeo che si ricongiunge alla ninfa: "che per vie sotto il mare il greco Alfeo vien, da Doride intatto, infin d'Arcadia per bocca d'Aretusa a mescolarsi con l'onde di Sicilia". Ovidio dedica al mito i versi 487-641 del libro V delle Metamorfosi, in cui la ninfa stessa narra la propria fuga a Cerere; secondo Federica Bessone, Ovidio costruisce l'episodio "in dialogo con la Bucolica X di Virgilio", omettendo strategicamente la conclusione dell'unione subacquea per "ingannare il lettore". Diodoro Siculo (V, 4) e Strabone (VI, 2, 4) la collocano nel sistema ittico e leggendario siciliano. Pausania la cita nei libri V, VI, VII e VIII della Periegesi; Plutarco nelle Quaestiones Graecae tramanda la versione di Artemide amata da Alfeo. La voce passa poi a Esichio, Stefano di Bisanzio, Ateneo, Igino, Quinto Smirneo.

Boccaccio e Petrarca

Nel Trecento Boccaccio dedica una voce ad Aretusa nel De montibus, silvis, fontibus, lacubus, fluminibus, stagnis seu paludibus, de nominibus maris (1355-1374), manuale geografico in ordine alfabetico costruito sulle note di Plinio inviategli da Petrarca nel 1355: la trattazione boccacciana diventa il modello canonico delle voci medievali sulla fonte. Le Genealogie deorum gentilium distinguono tre Aretuse (la ninfa di Diana, la madre di Abante in Eubea, la fonte di Beozia).

Letteratura italiana otto-novecentesca

Nell'Ottocento Giosuè Carducci riprende Mosco siracusano a esergo nelle Primavere elleniche ("Amor, amor, sussurran l'acque; / a Alfeo chiama nei verdi talami Aretusa"). Gabriele D'Annunzio, in Alcyone (1903), introduce Aretusa fra i protagonisti delle liriche L'oleandro (la ninfa parla con voce "come acqua argentina che recasse lavandula o pur menta") e L'onda. Salvatore Quasimodo, premio Nobel 1959 nato a Modica e formato a Siracusa, fa del mito l'emblema del ritorno e dell'esilio: "Non un luogo dell'infanzia cerco, / e seguendo sottomare il fiume, / già prima della foce in Aretusa, / annodare la corda spezzata dell'arrivo". Elio Vittorini, siracusano, descrive Le città del mondo come "bianche come il miele ibleo e azzurre come il Ciane o la Fonte Aretusa". Il triangolo letterario siciliano Bufalino-Sciascia-Camilleri include il toponimo nella geografia mitica delle proprie narrazioni.

Letteratura inglese

La letteratura inglese fa di Aretusa un topos del classicismo poetico. John Milton nel Lycidas (1637) la invoca come musa pastorale; Alexander Pope nel Dunciad; William Wordsworth ne The Prelude si chiede "se quella fonte non esiste davvero più". Il vertice è Percy Bysshe Shelley, che nel 1820 scrive l'ode Arethusa (cinque strofe), aperta dalla descrizione della ninfa che "si alzò dal suo letto di nevi sui monti Acroceraunici" e si conclude con la riunione con Alfeo "come amici un tempo separati / cresciuti in un cuore solo" sulle montagne di Enna. Herman Melville in Moby Dick la cita fra le meraviglie del mondo. Goethe non visitò la Sicilia orientale e dunque non scrisse della fonte.

Arte, musica e cinema

Pittura e arti applicate

Fra i dipinti dedicati alla coppia Alfeo-Aretusa si ricordano: Carlo Maratta (1625-1713), olio su tela Alfeo e Aretusa; la cerchia di Antoine Coypel (1661-1722), Le fleuve Alphée poursuivant la nymphe Aréthuse, oggi al Musée d'art et d'histoire di Cholet; Anthonie Waterloo (1609-1690), serie di acqueforti delle Metamorfosi con un foglio dedicato (Musée d'art et d'histoire di Ginevra); Charles-Joseph Natoire (1700-1777), pupillo di Lemoyne e direttore dell'Académie de France a Roma. Una coppa in maiolica policroma "Alfeo e Aretusa" del 1545 circa, attribuita alla bottega di Girolamo Lanfranco delle Gabicce a Pesaro, è alla Galleria Estense di Modena (diametro 28,3 cm). Le stampe del Grand Tour includono il Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari di Jean-Pierre Houël (Parigi, 1782-1787, 4 voll., 264 tavole all'acquatinta) e il concorrente Voyage pittoresque ou Description des royaumes de Naples et de Sicile di Jean-Claude Richard de Saint-Non (Parigi, 1781-1786, 4 vol., 500+ incisioni). La fotografia siracusana fra Otto e Novecento (Crupi, Edizioni Alinari e Brogi) ha documentato sistematicamente la fonte.

Musica: La fontaine d'Aréthuse

Il pezzo musicale più celebre dedicato alla fonte è il primo movimento dei Mythes Op. 30 (1915) per violino e pianoforte di Karol Szymanowski (1882-1937), intitolato "La fontaine d'Aréthuse" (in polacco Źródło Aretuzy). Composto dopo i viaggi del compositore polacco in Sicilia e Nord Africa e influenzato dall'impressionismo, fu eseguito per la prima volta da Paweł Kochański al violino e dallo stesso Szymanowski al piano, con dedica a Zofia Kochańska. Il pezzo riscosse l'elogio di Béla Bartók e di Sergei Prokofiev ed è oggi un classico del repertorio violinistico moderno. Editore: Universal Edition, Vienna.

Cinema, televisione, festival

La fonte è stata location e soggetto di numerosi prodotti audiovisivi. Alberto Angela le ha dedicato la seconda puntata di Meraviglie - La penisola dei tesori, andata in onda su Rai 1 il 4 gennaio 2022 in prima serata. L'Ortigia Film Festival, fondato nel 2009 dall'associazione Sa.Li.Ro' e diretto da Lisa Romano, vi ha programmato l'installazione D'amore e di Luce di Mauro Balletti l'11 luglio 2021 e la rassegna Cinema alla Fonte, curata per Confagricoltura, durante Divinazione Expo 24 e il G7 Agricoltura del settembre 2024 (proiezioni gratuite di Le meraviglie, Le otto montagne, Interstellar). La fonte è inoltre, dal 2009, sede frequente di anteprime ed eventi del festival.

Curiosità

  • Il nome dialettale "a funtana re papiri" gioca sull'ambiguità fra papiri (piante) e papere (anatre), e descrive insieme la vegetazione e la fauna della fonte.
  • Per le crociate dei Templari e i pellegrinaggi in Terrasanta, la fonte fu un punto noto di rifornimento idrico delle navi.
  • Il logo della Capitale Italiana della Cultura 2024, candidatura di Siracusa, raffigurava il profilo di Aretusa con i capelli che diventavano un QR code: claim "Città di Acqua e di Luce".
  • L'Ortigia Film Festival ha lanciato negli ultimi anni la rassegna Cinema alla Fonte con proiezioni gratuite a Largo Aretusa.
  • Sul tetradramma siracusano di Cimone, capolavoro della numismatica antica, Aretusa è raffigurata frontalmente con i capelli "in movimento come sott'acqua": è una delle prime rappresentazioni frontali di una divinità femminile nella moneta greca.

Cronologia recente (2010-2026)

  • 2002-2008: Museo del Papiro monitora il papireto; nel 2005 Corrado Basile è nominato "tutore" della vegetazione.
  • 25 luglio 2019: presentato il progetto di valorizzazione di Civita Sicilia con la Fondazione Lauro Chiazzese e gli architetti Santalucia, Russello, Forcellini.
  • 6 agosto 2019: riapertura ufficiale del percorso di visita interno; audio guida in cinque lingue con voci di Isabella Ragonese, Sergio Grasso, Stefano Starna; bambini siracusani nominati "Custodi della Fonte".
  • 21 dicembre 2019 - 6 gennaio 2020: aperture festive "Viaggio nel mito".
  • 10-11 luglio 2021: installazione D'amore e di Luce di Mauro Balletti per Ortigia Film Festival.
  • 4 gennaio 2022: puntata di Meraviglie - La penisola dei tesori di Alberto Angela su Rai 1, dedicata a Siracusa.
  • 6 febbraio 2023: avvio cantieri di riqualificazione di Largo Aretusa (320.000 euro, fondi Regione Sicilia, designer Giuseppe Scalora).
  • 22 dicembre 2023: inaugurazione del nuovo Largo Aretusa con simboli archimedei.
  • 23-28 settembre 2024: rassegna Cinema alla Fonte di Ortigia Film Festival per Confagricoltura nell'ambito di Divinazione Expo 24 (G7 Agricoltura).
  • 1° ottobre 2024: la fonte è di nuovo accessibile internamente con biglietto, orari martedì-domenica 16:00-19:00.
  • 26 maggio 2025: polemica sui nidi di anatre e oche distrutti durante un intervento di pulizia: denuncia del consigliere Mangiafico (Civico 4) e replica dell'assessore Gibilisco.
  • 19-21 marzo 2026: La Sicilia e Ragusanews denunciano il rischio di sopravvivenza dei papiri per qualità dell'acqua, accumulo di detriti, proliferazione di animali nocivi e calo della portata legato ai cantieri del Ponte Santa Lucia.

Su Google Maps la fonte ha una valutazione di 4,4 stelle con migliaia di recensioni; le recensioni più recenti sottolineano il valore mitologico e paesaggistico, ma segnalano anche periodi di scarsa manutenzione.

Accessibilità

Accessibilità motoria

La Fonte Aretusa è accessibile in carrozzina dall'esterno, dal belvedere di Largo Aretusa: lo slargo è gratuitamente fruibile 24 ore su 24, ha pavimentazione in lastre di pietra lavica liscia rifatta con la riqualificazione del 2023, e presenta una balaustra continua sul perimetro che consente la visione dall'alto del bacino. Il camminamento interno attorno al bacino, gestito dalla concessionaria Civita Sicilia, prevede un biglietto (intero 5 euro, ridotto 3 euro, gratuito per persone con disabilità e accompagnatore) e una rampa che curva intorno alla fonte con pendenza dichiarata massima del 5%, dunque a norma. Servizi igienici accessibili sono disponibili all'interno dell'area gestita.

Il percorso di avvicinamento dal Ponte Umbertino a Largo Aretusa è di circa 600-700 metri attraverso Corso Matteotti, Piazza Archimede e Via Picherali; il fondo prevalente è in lastre di pietra calcarea bianca di Siracusa o lavica, in buona parte rifatto, con qualche tratto irregolare. La rampa del Ponte Umbertino lato sinistro è giudicata dagli utenti in carrozzina "ripida": una valutazione critica di sistema più ampia documentata da BlogSicilia e Cammino Siracusa, che segnala anche i paletti antintrusione moto installati nel 2024 come ulteriori barriere.

Largo Aretusa rientra nella Zona a Traffico Limitato di Ortigia, in vigore dal 1° aprile 2026 con orari 11:00-15:30 e 17:00-02:00 dal lunedì al sabato e 10:00-02:00 la domenica. I titolari di contrassegno disabili possono accedere alla ZTL senza pass speciale, comunicando il transito alla Polizia Municipale entro 48 ore al numero verde 800 632328 o all'indirizzo ufficiogestioneztl@comune.siracusa.it. Sono presenti quattro stalli H in Largo Aretusa, sul lato sinistro prima dell'incrocio con Via Pompeo Picherali; altri quattro stalli H sul Lungomare di Levante Elio Vittorini, adiacenti al Parcheggio Talete (riservato dal 2026 ai residenti di Ortigia).

Il bus navetta gratuito Linea 110 del Comune di Siracusa, in servizio H24, ha capolinea al Parcheggio Talete e fermate utili a Riva della Posta, a circa 150 metri dal sito. Tour operator specializzati in turismo accessibile (Sage Traveling, Accessible Italian Holiday, Sicily Accessible Tours) includono la fonte nei loro percorsi step-free di Ortigia con van adattati e sollevatore.

Accessibilità visiva

Il sito non dispone di mappa tattile dedicata né di targhe in braille all'esterno. Sicilia Turismo per Tutti (presieduta da Bernadette Lo Bianco), in collaborazione con la Stamperia Regionale Braille di Catania, ha però realizzato e installato in altri monumenti centrali di Ortigia mappe tattili che il visitatore con disabilità visiva può utilizzare in un itinerario integrato (Cattedrale di Siracusa, Galleria Regionale di Palazzo Bellomo, Tempio di Apollo, Parco Archeologico della Neapolis, Teatro Greco, Museo del Papiro, Santuario della Madonna delle Lacrime).

Un dato di rilievo, confermato dalla guida Village For All, è la presenza in Via Pompeo Picherali (la via che dalla Piazza del Duomo conduce alla fonte) di una mappa tattile e di un percorso podotattile a terra (LOGES) per ciechi e ipovedenti che porta fino alla Fonte Aretusa: è il principale punto di forza dell'accessibilità visiva del sito. La balaustra del belvedere è continua e percepibile col bastone bianco; la pavimentazione in lastre di pietra calcarea/lavica del Largo Aretusa offre una transizione percepibile dalle aree limitrofe in selciato.

L'audio guida interna, accessibile con biglietto, è disponibile in cinque lingue ed è descrittiva: utile come supporto integrato per ipovedenti. Per visite con accompagnamento descrittivo si può contattare in anticipo la UICI Siracusa (via Grottasanta 99, telefono 0931 441456, email uicsr@uici.it).

Accessibilità uditiva

Non è documentato un impianto a induzione magnetica per portatori di apparecchi acustici nello spazio della fonte. Il progetto "Siracusa e Noto anche nella Lingua dei Segni", curato dall'Associazione Guide Turistiche di Siracusa con Sicilia Turismo per Tutti ed ENS Siracusa, propone dieci percorsi tematici accessibili in LIS sui monumenti dell'isola, e include la Fonte Aretusa fra le tappe regolari. La sezione provinciale ENS ha documentato visite guidate in LIS al centro storico di Ortigia almeno per il 28 novembre 2025 ("Ortigia segreta", visita di quattro ore con interpretariato LIS aperta a tutti i sordi). Per richiedere una visita personalizzata in LIS contattare ENS Siracusa (via Augusto Murri 20, telefono 0931 33567, email siracusa@ens.it).

L'audio guida interna non dispone di sottotitolazione né di trascrizione cartacea; il visitatore sordo può tuttavia leggere i pannelli informativi presenti all'ingresso e usare app di trascrizione automatica del parlato. Il Belvedere offre un ambiente acusticamente quieto, lontano dai flussi turistici principali, che facilita la comunicazione orale e la lettura labiale.

Accessibilità cognitiva

Materiali in linguaggio piano (easy-to-read) dedicati alla fonte non sono attualmente pubblicati né dal Comune né dalla concessionaria. La storia mitologica e archeologica viene raccontata solo nei pannelli all'ingresso, in registro standard, e nell'audio guida. Sicilia Turismo per Tutti dichiara una accessibilità "a 360 gradi", inclusi quattro itinerari adattati a esigenze cognitive, ma senza materiali easy-to-read specifici alla Fonte Aretusa. La Compagnia Selene, che organizza giri in barca dal Porto Grande con degustazioni e teatro, è documentata accessibile per disabilità cognitiva, motoria e sensoriale e può essere coinvolta in pacchetti turistici integrati.

Per chi pianifica la visita conviene scegliere come punto di arrivo Piazza del Duomo (facilmente identificabile) e da lì seguire Via Picherali fino al belvedere: il percorso è breve, pianeggiante e marcato dalle mappe tattili dell'itinerario di Ortigia. Il Bar del Duomo (Piazza Duomo, circa 350 metri) ha bagno accessibile con rampa, segnalato da Village For All, e può fungere da punto di sosta sicuro.

Suggerimenti

Sarebbero auspicabili: l'installazione di una mappa tattile dedicata alla fonte sul belvedere; una versione easy-to-read della scheda del Comune per persone con disabilità intellettive; la disponibilità periodica di una visita guidata in LIS con interprete fisso (in collaborazione con ENS Siracusa); l'allestimento di un impianto a induzione magnetica nel camminamento interno; l'integrazione di un QR code in nero ad alto contrasto con audiodescrizione gratuita scaricabile.

Fonti

  • Cavallari, Francesco Saverio - Holm, Adolf - Cavallari, Cristoforo. Topografia archeologica di Siracusa. Tipografia del Giornale "Lo Statuto", Palermo, 1883.
  • Capodieci, Giuseppe Maria. Antichi monumenti di Siracusa illustrati dall'antiquario Giuseppe Maria Capodieci. Tipografia Pulejo, Siracusa, 1813-1816.
  • Mauceri, Luigi. Studi sulla Fonte Aretusa. Torino, 1939.
  • Mirabella e Alagona, Vincenzo. Dichiarazioni della pianta dell'antiche Siracuse. Napoli, 1613. Consulta online.
  • Fazello, Tommaso. De rebus Siculis decades duae. Palermo, 1558. Consulta online.
  • Privitera, Serafino. Storia di Siracusa antica e moderna, 2 voll. A. Morelli, Napoli, 1879.
  • Bessone, Federica. «L'illusione del lettore. Aretusa e i suoi racconti in Ovidio, Metamorfosi 5». Dictynna, 2020. Consulta online.
  • Galvagno, Rosalba. «Alcuni miti siciliani nelle Metamorfosi di Ovidio: Cerere e Proserpina, Anapo e Ciane, Alfeo e Aretusa». m@gm@, vol. 17, n. 1, 2019.
  • Cicerone, Marco Tullio. In Verrem, II, 4, 118. Testo latino.
  • Ovidio Nasone, Publio. Metamorfosi, V, 487-641. Testo italiano.
  • Pausania. Periegesi della Grecia, V, 7, 2-3 e VIII, 54, 3.
  • Strabone. Geografia, VI, 2, 4. Testo italiano.
  • Tito Livio. Ab Urbe condita, XXV, 23-24 e XXVI, 30 (assedio di Siracusa, 212 a.C.).
  • Pindaro. Nemea I; Pitiche I, II, III; Olimpiche.
  • Diodoro Siculo. Bibliotheca historica, V, 4.
  • Comune di Siracusa. «Fonte Aretusa». Vivere il Comune - Luoghi. Consulta online.
  • «Fonte Aretusa». Sito ufficiale (Civita Sicilia). Consulta online.
  • «Fonte Aretusa - Acquesotterranee». Italian Journal of Groundwater. Consulta online.
  • Museo del Papiro Corrado Basile. «Storia della manifattura della carta di papiro a Siracusa». Consulta online.
  • Museo del Papiro Corrado Basile. «Studi per la salvaguardia dei papiri della Fonte Aretusa». Consulta online.
  • Randazzo, Antonio. «Fonte Aretusa - Monumenti Greci». Consulta online.
  • Cartia, Monica. «Siracusa, a rischio la sopravvivenza degli antichi papiri della Fonte Aretusa». La Sicilia, 19 marzo 2026. Consulta online.
  • «Ortigia, a rischio la sopravvivenza degli antichi papiri della Fonte Aretusa». Ragusanews, 21 marzo 2026. Consulta online.
  • «Mangiafico: distrutti i nidi di oche e papere alla Fonte Aretusa durante un intervento di pulizia». Siracusa News, 26 maggio 2025. Consulta online.
  • «L'assessore Gibilisco replica a Mangiafico». Siracusa News, 26 maggio 2025. Consulta online.
  • Perotti, Giulio. «La nuova vita della Fonte Aretusa: ieri l'inaugurazione». Siracusa News, 6 agosto 2019. Consulta online.
  • «Tra storia e mito riapre a Siracusa la Fonte Aretusa, con un nuovo percorso di visita». Artribune, settembre 2019. Consulta online.
  • Catania, Gianni. «Largo Aretusa, completati i lavori di riqualificazione: il 22 dicembre l'inaugurazione». Siracusa Oggi, 21 dicembre 2023. Consulta online.
  • «Riapre la Fonte Aretusa, monumento simbolo dell'amore tra una ninfa e un fiume». Libertà Sicilia, 11 luglio 2021. Consulta online.
  • «Una nuova falda acquifera sotto i Monti Iblei». Geopop, 12 agosto 2024. Consulta online.
  • «Fonte Aretusa - sito accessibilità». Sicilia Accessibile, Fondazione Amato Onlus. Consulta online.
  • Village For All. «Siracusa: cosa vedere in 3 giorni - 3 itinerari accessibili per tutti». Consulta online.
  • «La Fonte Aretusa, lo specchio d'acqua che portò fortuna all'ammiraglio Nelson». Sicilian Post. Consulta online.
  • «Fonte Aretusa (Q3747483)». Wikidata. Consulta online.
  • «Fountain of Arethusa (Pleiades 462101)». Stoa. Consulta online.
  • «Way 27286241». OpenStreetMap. Consulta online.
  • «Mythes Op.30 - Szymanowski». Universal Edition. Consulta online.
  • «Categoria: Fonte Aretusa (Syracuse)». Wikimedia Commons. Consulta online.
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 1° Maggio 2026.

Tabella dei Contenuti

Indirizzo
Largo Aretusa, Ortigia, 96100 Siracusa.
Quartiere / Zona
Ortigia – rione Marina
Epoca / Secolo
Sorgente naturale millenaria; bacino attuale dal restauro del 1843-1847; belvedere ottocentesco e riqualificazione 2023.
Accessibilità
🦽 Motoria, Belvedere accessibile gratuitamente; camminamento interno con rampa al 5%, ingresso gratuito disabili e bagno accessibile.
👁️ Visiva, Mappa tattile e percorso podotattile LOGES in Via Picherali fino alla fonte; balaustra continua percepibile col bastone.
👂 Uditiva, Inclusa nel progetto “Siracusa anche nella LIS” di ENS Siracusa con visite con interprete LIS su richiesta.
🧠 Cognitiva, Pannelli e audio guida in registro standard; nessun materiale easy-to-read dedicato pubblicato.
Orari o note pratiche

Belvedere esterno: aperto gratuitamente 24 ore su 24 da Largo Aretusa.

Camminamento interno con accesso al bacino (gestione Civita Sicilia): aperto da martedì a domenica dalle 16:00 alle 19:00, chiuso il lunedì. Biglietto intero 5 euro, ridotto 3 euro per residenti, scuole e gruppi (10+); ingresso gratuito per persone con disabilità e accompagnatore, ICOM, under 6, giornalisti, docenti capogruppo. Audio guida inclusa in cinque lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, cinese mandarino) con voci di Isabella Ragonese, Sergio Grasso e Stefano Starna del gruppo Orpheo.

Contatti Civita Sicilia (gestore): telefono 0931 65861 / 344 0403414, email info@civitasicilia.it. Comune di Siracusa, Servizio Politiche Culturali (titolare del bene): 0931 464657, politicheculturali@comune.siracusa.it.

Come arrivare: bus navetta gratuito Linea 110 del Comune di Siracusa (servizio H24, frequenza 10 minuti, fermata utile “Riva della Posta”, a circa 150 metri); a piedi dal Ponte Umbertino in 8-10 minuti via Corso Matteotti, Piazza Archimede e Via Picherali. ZTL Ortigia in vigore dal 1° aprile 2026: lunedì-sabato 11:00-15:30 e 17:00-02:00, domenica e festivi 10:00-02:00. Accesso in ZTL consentito ai titolari di contrassegno disabili con comunicazione del transito alla Polizia Municipale entro 48 ore (numero verde 800 632328). Quattro stalli H disponibili in Largo Aretusa.