| Nascita | Carnago (Varese), 16 agosto 1886 |
|---|---|
| Morte | Siracusa, 16 luglio 1932 (45 anni) |
| Sepoltura | Cappella del Crocifisso, Duomo di Siracusa; monumento marmoreo di Pasquale Sgandurra |
| Ordinazione presbiterale | 17 luglio 1910, clero dell’arcidiocesi di Milano |
| Ordinazione episcopale | 22 maggio 1921, Cattedrale di Siracusa, dal cardinale Giuseppe Francica Nava di Bondifè, con i co-consacranti Damaso Pio De Bono e Mario Sturzo |
| Cattedra | Amministratore apostolico di Siracusa (12 gennaio 1920); arcivescovo metropolita di Siracusa (13 aprile 1921 – 16 luglio 1932); amministratore apostolico di Caltagirone (dal 1925) |
| Predecessore | Luigi Bignami (arcivescovo 1905-1919) |
| Successore | Ettore Baranzini (arcivescovo 1933-1968) |
Giacomo Carabelli (Carnago, 16 agosto 1886 – Siracusa, 16 luglio 1932) fu un arcivescovo cattolico italiano. Arcivescovo metropolita di Siracusa dal 13 aprile 1921 alla morte, e amministratore apostolico della stessa sede già dal gennaio 1920, resse la chiesa aretusea per oltre un decennio, fino alla scomparsa prematura a soli quarantacinque anni. Di origine lombarda, fu il secondo di tre arcivescovi consecutivi di area ambrosiana a guidare la sede di Siracusa, dopo Luigi Bignami e prima di Ettore Baranzini. Nominato a soli trentaquattro anni da papa Benedetto XV, fu uno dei più giovani arcivescovi metropoliti d’Italia del suo tempo.
Il suo episcopato, che attraversò gli anni dell’ascesa del fascismo e dei Patti Lateranensi, segnò la città con numerose opere: chiamò a Siracusa le Suore Orsoline della Sacra Famiglia (1923), guidò il grande restauro del Duomo concluso nel 1927, promosse e finanziò il Pantheon dei Caduti, commissionò il reliquiario a ostensorio delle reliquie di Santa Lucia (1931), riorganizzò le parrocchie di Ortigia e fece edificare la chiesa dell’Addolorata a Grottasanta. Morì in carica nel 1932 ed è sepolto nella Cappella del Crocifisso del Duomo di Siracusa, sotto un monumento marmoreo dello scultore Pasquale Sgandurra.
Origini e formazione
Giacomo Carabelli nacque a Carnago, comune dell’entroterra in provincia di Varese, allora compreso nell’arcidiocesi di Milano, il 16 agosto 1886. Il cognome Carabelli è storicamente radicato nel territorio, di antiche origini artigiane lombarde. Fu presumibilmente battezzato nella parrocchia prepositurale di San Martino, attestata nel borgo sin dal Medioevo. Le fonti accessibili non documentano i nomi dei genitori né i dettagli della prima formazione.
Compì gli studi ecclesiastici nei seminari dell’arcidiocesi ambrosiana e fu ordinato sacerdote il 17 luglio 1910, a ventitré anni, restando incardinato nel clero di Milano. Gli incarichi ricoperti nel decennio fra l’ordinazione e l’episcopato non sono documentati dalle fonti disponibili: la sua carriera diviene tracciabile solo a partire dal 1920. La provenienza ambrosiana lo inseriva in una consuetudine consolidata, poiché anche il predecessore Luigi Bignami e il successore Ettore Baranzini erano sacerdoti lombardi chiamati alla cattedra siracusana.
Amministratore apostolico, nomina e consacrazione
La sede di Siracusa era rimasta priva di titolare dal dicembre 1919, dopo la fine dell’episcopato di Luigi Bignami. Il 12 gennaio 1920 la Santa Sede affidò la guida dell’arcidiocesi a Carabelli in qualità di amministratore apostolico, incarico che egli resse fino alla promozione a titolare: la bolla di nomina del 1921 lo avrebbe infatti definito hactenus Administratorem Apostolicum eiusdem archidioecesis, ossia «finora amministratore apostolico della medesima arcidiocesi».
Il 13 aprile 1921 papa Benedetto XV lo nominò arcivescovo metropolita di Siracusa. A trentaquattro anni e con undici di sacerdozio, Carabelli assumeva la cattedra alla sua prima nomina episcopale; si trattò di uno degli ultimi atti di rilievo del pontificato di Benedetto XV, morto nel gennaio 1922. La consacrazione episcopale ebbe luogo il 22 maggio 1921 nella Cattedrale di Siracusa, e non a Roma o a Milano. Consacrante principale fu il cardinale Giuseppe Francica Nava di Bondifè (1846-1928), arcivescovo di Catania e presule più anziano della Sicilia orientale; co-consacranti i vescovi Damaso Pio De Bono, di Caltagirone, e Mario Sturzo, vescovo di Piazza Armerina e fratello maggiore di don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare Italiano. Per genealogia episcopale Carabelli appartiene, attraverso Francica Nava, alla linea che risale al cardinale Scipione Rebiba, la più diffusa nella Chiesa cattolica.
Il governo della diocesi (1921-1932)
L’episcopato di Carabelli, durato undici anni, fu operoso soprattutto nell’ambito delle congregazioni religiose, del culto cittadino e dell’edilizia sacra.
Le congregazioni e la riorganizzazione parrocchiale
Nel 1923 Carabelli sollecitò personalmente Madre Arcangela Salerno, prima superiora generale, a portare a Siracusa la missione delle Suore Orsoline della Sacra Famiglia, congregazione fondata a Monterosso Almo nel 1908. Affidò loro un’ampia opera educativa e, nello stesso anno, la chiesa di San Filippo Neri con l’adiacente Palazzo Interlandi, danneggiati durante la Prima guerra mondiale. Sul piano dell’organizzazione del territorio, il 26 dicembre 1926 firmò il decreto che trasferiva il titolo della parrocchia di San Pietro alla chiesa del Carmine, costituendo la parrocchia di San Pietro al Carmine. Dal 1925 resse anche, come amministratore apostolico, la diocesi di Caltagirone, rimasta priva di pastore dopo le dimissioni di Damaso Pio De Bono, suo co-consacrante del 1921.
La devozione a Santa Lucia
Carabelli alimentò il culto della patrona cittadina con due iniziative durature. Fece costruire a Monza un carro per il trasporto del simulacro di Santa Lucia nelle processioni, rimasto poi in uso per decenni e recuperato e restaurato in tempi recenti. Nel 1931, in occasione della Seconda Settimana per l’Oriente Cristiano, commissionò il reliquiario a ostensorio raggiato destinato a custodire i frammenti della cannella del braccio della santa, considerato uno degli esempi più riusciti dell’argenteria siciliana del primo Novecento. Risale al suo episcopato anche la concessione, datata 15 agosto 1924, di cento giorni di indulgenza a quanti recitavano un’Ave Maria davanti all’edicola votiva della Madonna delle Grazie in via Salomone, a Ortigia, come attesta la lapide ancora murata sul posto.
I Cappuccini
In applicazione dei Patti Lateranensi del 1929, il 28 novembre 1931 Carabelli riacquisì la proprietà del convento dei Cappuccini di Siracusa, incamerato dallo Stato con le soppressioni postunitarie. La riapertura ufficiale del convento si tenne il 17 luglio 1932, un giorno dopo la sua morte: l’opera che aveva preparato si compì quando egli era già scomparso.
Il restauro del Duomo e le campane
All’episcopato di Carabelli si deve un importante restauro del Duomo di Siracusa. I lavori, avviati nel settembre 1922, valorizzarono le strutture dell’antico tempio greco di Atena inglobate nella cattedrale, liberando le colonne doriche da altari e arredi che le occultavano; la riapertura solenne si tenne nel gennaio 1927. Allo stesso periodo risale il rinnovo della dotazione campanaria: secondo la documentazione diocesana, dopo il reperimento nel 1924 del metallo necessario, un comitato costituito nel febbraio 1925 promosse la fusione di sei campane, realizzate dalla fonderia Brighenti di Bologna e giunte a Siracusa il 27 giugno 1926, del peso complessivo di circa settantasei quintali, recanti tre stemmi e i nomi di circa trecento caduti siracusani della Grande guerra.
Il Pantheon dei Caduti
A Carabelli si deve l’iniziativa del Pantheon dei Caduti di Siracusa, il tempio-ossario dedicato ai caduti della Prima guerra mondiale. L’arcivescovo propose di unire la dimensione religiosa e quella memoriale in un unico edificio e vi contribuì con una propria offerta personale. L’incarico progettuale fu affidato nel 1926 agli architetti Gaetano Rapisardi e Francesco Fichera, e la prima pietra fu posata il 27 giugno 1928. Carabelli non vide l’inaugurazione del complesso, avvenuta il 13 agosto 1937, sotto l’episcopato di Baranzini.
La chiesa dell’Addolorata a Grottasanta
Nel 1932, ultimo anno della sua vita, Carabelli fece edificare la chiesa di Santa Maria SS. Addolorata nel quartiere di Grottasanta, allora in espansione, sopra un’antica grotta di tradizione eremitica. L’opera fu realizzata con il contributo economico di papa Pio XI su terreno donato dai marchesi Gargallo. Il successore Ettore Baranzini la eresse a parrocchia il 23 agosto 1935, festa di San Filippo Benizi, affidandola ai Servi di Maria.
Carabelli e Suor Chiara Di Mauro
Durante l’episcopato di Carabelli visse e morì a Siracusa la mistica stigmatizzata Suor Chiara Di Mauro (Adelaide Di Mauro, 1890-1932), oggi Serva di Dio. I rapporti fra l’arcivescovo e la religiosa furono difficili: la scheda dedicata alla mistica lo descrive come «sostenitore ambivalente», mentre le ricostruzioni devozionali legate alla causa di beatificazione lo presentano come oppositore del progetto di un monastero claustrale che Suor Chiara intendeva fondare, in ciò influenzato dal vicario generale Giovanni Musumeci. La tradizione agiografica riferisce che Suor Chiara avrebbe predetto la morte prematura dell’arcivescovo, avvenuta pochi mesi dopo il preannuncio. Si tratta di materia devozionale, non documentata da fonti storiche indipendenti.
L’episcopato negli anni del fascismo
Il governo di Carabelli coincise con l’intero ciclo di affermazione del regime fascista: la nomina del 1921 precedette di pochi mesi la Marcia su Roma (ottobre 1922), e l’episcopato attraversò le leggi del 1926, la riforma del 1927 che divise la vecchia provincia di Siracusa istituendo quella di Ragusa, e i Patti Lateranensi del 1929, che regolarono i rapporti fra Chiesa e Stato imponendo ai vescovi il giuramento di fedeltà allo Stato italiano. Le fonti accessibili non documentano prese di posizione pubbliche dell’arcivescovo nei confronti del regime.
Morte
Giacomo Carabelli morì a Siracusa il 16 luglio 1932, in carica, a soli quarantacinque anni, dopo una breve malattia, secondo quanto riferiscono le fonti locali. Alla sua scomparsa la sede restò vacante per circa nove mesi, fino alla nomina del successore Ettore Baranzini, avvenuta il 29 aprile 1933.
Sepoltura

Carabelli è sepolto nella Cappella del Crocifisso del Duomo di Siracusa, dove riposa anche, dal 1968, il successore Ettore Baranzini. Il monumento funebre, una statua marmorea a tutto tondo che raffigura l’arcivescovo in piedi, in paramenti pontificali, con mitra e pastorale, fu opera dello scultore siracusano Pasquale Sgandurra (1882-1956), zio materno dello scrittore Elio Vittorini, ed è databile al 1936-1937; la critica lo considera il capolavoro dell’artista. Davanti al monumento una lapide in marmo reca l’iscrizione latina «IACOBVS CARABELLI MAJOR SYRAC ANTISTES N. CARNAGI 1886 – M. SYRACVSIS 1932». Nella stessa cappella il monumento bronzeo del successore Baranzini è invece opera di Biagio Poidimani.
Memoria
A Siracusa è intitolata all’arcivescovo via Monsignor Giacomo Carabelli. Anche il paese natale di Carnago, in provincia di Varese, gli ha dedicato una via. Il suo nome ricorre nelle iscrizioni del Duomo di Siracusa e nelle schede dei numerosi luoghi cittadini che il suo episcopato contribuì a plasmare.
Genealogia episcopale
La successione apostolica di Carabelli, documentata da Catholic-Hierarchy, passa attraverso il consacrante principale e risale alla linea del cardinale Scipione Rebiba: Scipione Rebiba, Giulio Antonio Santori, Girolamo Bernerio, Galeazzo Sanvitale, Ludovico Ludovisi, Luigi Caetani, Ulderico Carpegna, Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni, papa Benedetto XIII, papa Benedetto XIV, papa Clemente XIII, Marcantonio Colonna, Giacinto Sigismondo Gerdil, Giulio Maria della Somaglia, Luigi Lambruschini, Girolamo d’Andrea, Giovanni Battista Guttadauro di Reburdone, Giuseppe Francica Nava di Bondifè, Giacomo Carabelli.
Cronologia
- 16 agosto 1886: nascita a Carnago (Varese), arcidiocesi di Milano
- 17 luglio 1910: ordinazione sacerdotale, clero di Milano
- 12 gennaio 1920: amministratore apostolico di Siracusa
- 13 aprile 1921: nomina ad arcivescovo metropolita di Siracusa da papa Benedetto XV
- 22 maggio 1921: consacrazione episcopale nella Cattedrale di Siracusa
- 1923: chiama a Siracusa le Suore Orsoline della Sacra Famiglia; affida loro San Filippo Neri
- 15 agosto 1924: concede l’indulgenza all’edicola della Madonna delle Grazie in via Salomone
- 1925: amministratore apostolico di Caltagirone
- 27 giugno 1926: arrivo delle sei nuove campane del Duomo; nello stesso anno promuove il Pantheon dei Caduti e trasferisce il titolo di San Pietro al Carmine
- gennaio 1927: riapertura solenne del Duomo restaurato
- 27 giugno 1928: prima pietra del Pantheon dei Caduti
- 1931: commissiona il reliquiario di Santa Lucia; riacquisisce il convento dei Cappuccini (28 novembre)
- 1932: fa edificare la chiesa dell’Addolorata a Grottasanta
- 16 luglio 1932: muore a Siracusa, in carica, a 45 anni
Note e documentazione
La carriera ecclesiastica di Carabelli fra l’ordinazione sacerdotale (1910) e l’arrivo a Siracusa (1920) non è documentata dalle fonti accessibili: i relativi dati sono presumibilmente conservati negli archivi dell’arcidiocesi di Milano e nell’Archivio Apostolico Vaticano. Gli atti di governo della diocesi (visite pastorali, lettere pastorali, sinodi) sono custoditi presso l’Archivio Storico Diocesano di Siracusa e non risultano digitalizzati. Non è stato individuato un ritratto fotografico dell’arcivescovo in pubblico dominio. La figura di Carabelli è registrata nei principali repertori di autorità: Wikidata Q47166587, VIAF 88836310, SBN PBEV009009, GND 1263515606, Biblioteca Apostolica Vaticana 495/120872, IdRef 25403862X, Catholic-Hierarchy bishop ID «carab».
Fonti
- Archbishop Giacomo Carabelli, in Catholic-Hierarchy: catholic-hierarchy.org.
- Voce Giacomo Carabelli, in Wikipedia: it.wikipedia.org.
- Acta Apostolicae Sedis, vol. XII (1920) e vol. XIII (1921), per la nomina ad amministratore apostolico e ad arcivescovo di Siracusa: vatican.va.
- Arcidiocesi di Siracusa, cronotassi degli arcivescovi, in GCatholic: gcatholic.org.
- Congregazione delle Suore Orsoline della Sacra Famiglia di Siracusa, Storia della fondazione: suoreorsolinedisiracusa.it.
- Comune di Siracusa, Chiesa di Santa Maria Addolorata a Grottasanta: comune.siracusa.it.
- Cammino (settimanale diocesano di Siracusa), serie Conosciamo Suor Chiara Di Mauro, novembre 2023: camminosiracusa.it.
- Wikipedia, Duomo di Siracusa (restauro e monumenti funebri della Cappella del Crocifisso): it.wikipedia.org.
Voci correlate
- Ettore Baranzini, arcivescovo successore e sepolto nella stessa cappella
- Cappella del Crocifisso, luogo della sepoltura
- Pantheon dei Caduti, da lui promosso
- Reliquie di Santa Lucia a Siracusa, di cui commissionò il reliquiario
- Suor Chiara Di Mauro, mistica coeva
- Elenco dei vescovi e arcivescovi di Siracusa
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